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medioevo

 

MEDIOEVO A PALERMO E MONREALE: STORIA, MONUMENTI, ARTE

 

Le peculiari vicende storiche della Sicilia  ovviamente caratterizzano quanto di medievale è ancora visitabile nel capoluogo siciliano. E non si tratta di poche cose: dalla Zisa a Palazzo dei Normanni passando per monumenti meno noti come il Castello di Maredolce è un bel patrimonio storico. Poi ci sono i cicli di mosaici della Cappella Palatina di Palermo e del Duomo di Monreale. La materia è vastissima ma anche stimolante per tanti motivi. Qui ci limitiamo allo spazio possibile, segnalando in basso qualche collegamento utile. Abbiamo comunque allegato una pagina sulla numismatica del periodo e consigliamo la consultazione on line della versione pdf dell'antico volume "Vespro siciliano" dello studioso Michele Amari (trovate facilmente).

Per i complessi antefatti,  rinviamo in questo stesso web,  a "Sicilia, dal periodo tardo romano alle invasioni".

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In epoca bizantina Palermo non era un centro molto grande.
La città, durante l'occupazione islamica (831-1072), per diversi motivi, ebbe un grosso sviluppo anche in termini di popolazione. Pertanto la città fu presto suddivisa in quartieri. Due erano fortificati: il Cassaro (al-Qasr, la città vecchia) e la Kalsa (al-Halisah) dove risiedeva anche l'emiro, altri rioni erano invece meno protetti. Uno di questi (Schiavoni), oltre l'antico fiume Papireto, era frequentato da milizie di varia provenienza assoldate dagli arabi. Non mancavano poi gli ebrei che in genere erano nel c.d. "Harat-al-Yahud" nei pressi del torrente Kemonia e non lontano da una grande moschea. Secondo quanto scrive lo studioso Amedeo Feniello, Palermo era prevalentemente sciita nella zona della Kalsa (vi soggiornavano spesso gli emiri), nella zona vecchia (Cassaro) erano numerosi i sunniti. Quest'ultima parte aveva una strada larga spesso ornata di colonne (balat ). Erano poi attigui a questa grande via diversi vicoletti con numerose botteghe, suq ecc.

Secondo il racconto del viaggiatore( X secolo) Ibn -Haukal (Hawqal) riportato da Michele Amari nella sua Storia dei Musulmani di Sicilia, la situazione era nello specifico la seguente: Palermo né anco serrava i cittadini in un muro e una fossa. Spartivasi... in cinque regioni (hàràt}; ma poi chiama cittadi due di quelle, come bastionate e vallate ciascuna dassé. L'una, detta Cassaro ( Kasr), la vera, ei nota, ed antica Palermo, afforzata d' alte e robuste muraglie di pietra , fiancheggiata di torri, abitata dai mercatanti e dalla nobiltà municipale. L'altra, la Khàlesa, cinta di minor muro, soggiorno del sultano e suoi seguaci, non avea mercati né fondachi, ma bagni, oficii pubblici, l' arsenale, la prigione. Più popolosa e grossa che le due solenni città del municipio e del governo, la regione non murata detta delli Schiavoni, dava stanza alla marineria ed ai mercatanti stranieri che traeano in Palermo.  Eran altresì aperte, e non dissimili l'una dall' altra, le Regioni Nuova e della Moschea, le quali racchiudeano i mercati e le arti: cambiatori, oliandoli, venditori di frumento, droghieri, sarti, armaiuoli, calderai, e via dicendo ciascun mestiere dassé, diviso dal rimanente ; se non che i macellai teneano oltre cencinquanta botteghe in città e molte più fuori. Due contrade, ch' Ibn-Haukal intitola regioni senza porle nel novero delle cinque, si addimandavano dei Giudei e di Abu-Himàz. Similmente il Me'sker, che suona Stanza di soldati, par fosse ricinto a parte...... .

Nei pressi della porta a mare c'era comunque anche il c.d. vicus amalfitanorum.

Dopo il tentativo normanno-pisano del 1063, nel gennaio 1072 comunque i normanni riuscirono a prendere la città. Secondo qualche tradizione Roberto il Guiscardo "sarebbe" passato da una porta della quale si conservano delle evidenze  nella chiesa di S.Maria della Vittoria (ora inglobata nell'Oratorio dei Bianchi, alla Kalsa). Con la sconfitta militare dei saraceni  la situazione ovviamente si modificò profondamente ma gradualmente.  I nuovi conquistatori preferirono insediarsi nella parte più vecchia della città, i musulmani si spostarono nel quartiere degli Schiavoni e nei pressi della Kalsa si sviluppò un nuovo quartiere (l'Albergaria) abitato da genti di diverse lingue spesso dedite ai commerci od all'artigianato. Oltre alla produzione di grano, una delle attività più rilevanti della Sicilia dell'epoca era quella della seta (prodotta grazie alla buona disponibilità di piante di gelso).

moneta (tipo detto "Kharruba") del periodo fatimita, forse coniata a Palermo, regnante il califfo al-Zahir   foto per cortesia Dimmy54

aureo epoca del normanno Ruggero I, legenda :  SE NON DIO, MAOMETTO E' L'INVIATO DI DIO, NON V'E' DIVINITA' SE NON DIO-  cortesia numismatica sicula

allegato: monetazione islamica e normanna

Come accennato, a Palermo già dal periodo islamico c'erano poi gruppetti di italiani delle repubbliche marinare. Infatti i traffici fra le coste tirreniche erano continuati anche nei momenti più complicati tanto che le monete (tarì) coniate dai musulmani di Sicilia ebbero una discreta diffusione ed i normanni per un pò di tempo continuarono a coniarne altre conservando le scritte cufiche e gli stili già utilizzati dai califfi. Fra le diverse presenze da segnalare: i genovesi che tempo dopo edificarono la loro chiesa di San Giorgio e gli amalfitani abbastanza numerosi che già nell'XI secolo si erano costruiti una chiesa in piazza S.Andrea. Circa i rapporti con i genovesi è interessante notare, come riferiscono i numismatici, che in Sicilia sono state trovate buone quantità di monete genovesi. I liguri in periodo medievale avevano a Palermo un luogo d'incontro presso la Loggia Garraffello (non più esistente ma che era ubicata nell'attuale zona della Vuccirìa). Dalla repubblica di Pisa  provenirono poco dopo anche esponenti della potente famiglia degli Alliata (i palazzi familiari di Pisa e Palermo sono entrambi visitabili). Nella vicina Trapani poi fu creato una specie di porto franco dove molte città italiane avevano i loro fondachi.

Insomma Palermo per molti versi era una metropoli di varie culture e così la trovò anche quel fanciullo nato a Jesi, futuro Federico II. I normanni infatti erano arrivati come semplici conquistatori e poi erano poco numerosi (nonostante qualche integrazione lombarda). Difficoltà fra arabi e cristiani ovviamente ci furono. In particolare: nel 1161 e poi, dopo la morte di Guglielmo II, si scatenarono diversi gruppi di lombardi e baroni. E' comunque sicuro che i re normanni avevano molto interesse per la cultura islamica e sono pure celebri le loro frequentazioni di intellettuali come ad esempio Al-Idrisi.  Questo clima culturale affascinò profondamente lo stesso Federico II anche se ad un certo punto l'imperatore si trovò a combattere numerosi saraceni in rivolta o ad esiliarne parecchi a Lucera.  Un convegno di studi medievali, curato a Palermo nel 2006, aveva per oggetto un tema per diversi motivi tornato attuale "la coesistenza culturale in Sicilia fra greci, latini, musulmani ed ebrei ".


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Fra i diversi monumenti del medioevo palermitano particolare rilievo ha la chiesa -attualmente sconsacrata- di San Giovanni degli Eremiti.

La chiesa fu edificata fra il 1142 ed il 1148 per volere di Ruggero II . L'elemento principale della costruzione è una "qubba " adattata alle esigenze cristiane.  Per i normanni l'annesso convento, con il relativo suggestivo chiostro, aveva particolare importanza. Il complesso di S.Giovanni degli Eremiti fu comunque restaurato nel 1882 dal Patricolo.


Palermo, veduta parziale S.Giovanni Eremiti,  foto Gianni C.


arcate nel chiostro in San Giovanni Eremiti, foto © Umberto  P. 2014, altra foto del luogo

La chiesa di San Cataldo (attigua a quella di S.Maria dell' Ammiraglio o della Martorana) è un'altra antica costruzione del capoluogo siciliano. Fu edificata nel 1154 sotto il regno del normanno Guglielmo I ed in origine era la cappella del palazzo dell'ammiraglio Majone di Bari. In tempi successivi la chiesa fu donata ai Benedettini di Monreale che utilizzarono l'ambiente per la cura dei malati. Dopo il 1787 la costruzione fu adoperata anche come ufficio postale e solo dal 1937 è in cura all'Ordine dei Cavalieri del Santo Sepolcro.   


campanile della Martorana e chiesa di San Cataldo, foto Alpy 2005


interno di San Cataldo-foto alpy

La semplice ma ben squadrata struttura è caratterizzata da una merlatura e da tre cupolette. Questi ultimi elementi, insieme ad altri, confermano che per la costruzione di questo edificio cristiano furono utilizzate maestranze di origine araba.  

L'attigua chiesa della Martorana , fu costruita nel 1143 per volontà di Giorgio Antiocheno (ammiraglio del re normanno Ruggero) ed inizialmente fu affidata a cristiani di rito greco. Nonostante diversi interventi, abbattimenti ed integrazioni barocche sono ben interessanti i famosi mosaici che vi sono rimasti. In questo luogo nel 1282 e nell'ambito della rivolta dei " vespri " nobili ed autorità locali dichiararono di sostenere Pietro d'Aragona quale re di Sicilia. 

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panoramica Cattedrale, foto Gianni C.


particolare Cattedrale, foto Alpy

La Cattedrale di Palermo, come capita sovente per monumenti simili, è anche il risultato di edificazioni in diversi periodi. Furono i normanni che nel 1072 restituirono il luogo al culto cristiano (dove sorgeva un'antichissima chiesa cristiana i musulmani avevano infatti insediato una grande moschea). Tuttavia in tempi successivi il vescovo Gualtiero Offamilio, fece costruire un tempio del tutto nuovo che fu consacrato nel 1185. Ancora dopo- nel XV, nel XVIII ecc- furono effettuati diversi interventi (notevole quello di Ferdinando Fuga) e pertanto le parti medievali vanno  un pò cercate. Una zona della Cattedrale è adibita alle tombe del casato reale normanno e fra le altre sono visibili i sepolcri di Ruggero II, Costanza d'Altavilla ed anche il sarcofago dell'imperatore Federico II. La tomba del vescovo fondatore della Cattedrale, insieme ad altre, è invece nella cripta.


Palazzo dei Normanni- fonte wikipedia

Il Palazzo dei Normanni (ora sede del Parlamento regionale) fu sede prima degli emiri, poi dei re ed infine dei diversi vicerè. Le vicende più antiche dell'edificio non sono del tutto sicure. Comunque nel IX secolo i saraceni costruirono in questo luogo ( e probabilmente su rovine precedenti) un palazzo che inizialmente era facilmente un Qasar (fortezza, cassaro). Nel 1072 i Normanni trasformarono la costruzione nella loro reggia e successivamente Re Ruggero, nell'anno della sua incoronazione (1130) iniziò i lavori per la splendida Cappella Palatina che poi fu consacrata nel 1143 come risulta da un'iscrizione.


la Cappella Palatina in Palazzo dei Normanni -foto © Mikhail Blajenov-dreamstime

Buona parte della Cappella è coperta da bellissimi mosaici realizzati in buona parte da maestri bizantini. I soggetti sono religiosi anche se non mancano riferimenti al rilievo del potere dei re normanni. Nella cupoletta è rappresentato il Cristo Pantacrator, altri soggetti sono dedicati ad eventi della vita di Gesù Cristo (Natività, presentazione al Tempio ecc.) ovvero ad altri temi religiosi.

Cappella Palatina, mosaici: foto Umberto P.
mosaici con il Cristo Pantacratore -foto © Umberto P. -2104

Sulla Cappella Palatina, lo studioso d'arte Andrè Chastel osservava: ".....è una specie di scrigno meraviglioso da <Mille e una notte> .... Nulla è paragonabile alla profusione e allo splendore incantevole della sua decorazione realizzata in varie fasi...Il soffitto è composto da stalattiti arabe, il suolo è ricoperto di un pavimento policromo, i muri d'intarsi, la cupola e i sottarchi di mosaici. Tutto il repertorio dell'Oriente cristiano e saraceno offre qui la sua quintessenza in racemi, spirali; in un magnifico candelabro di marmo compaiono persino figure ellenistiche..."

La Cappella non è comunque l'unica cosa di grande interesse del Palazzo di Palermo. Del periodo normanno sono infatti rimaste due "torri" (quella Pisana e quella Ioaria) dove si svolgeva la vita di corte. E qualcuno degli antichi ambienti è rimasto anche se difficilmente visitabile. Uno di questi è la sala di re Ruggero dove pochi fortunati possono ammirare bei mosaici vitrei. Si tratta di soggetti non sacri (palmizi, scene di caccia, animali) in uno stile che potrebbe dirsi anche persiano, del XII secolo.  Nella volta della sala è invece rappresentata l'aquila federiciana a testimonianza della presenza imperiale.

Nell'edificio reale infine erano ubicati anche anche la Zecca ed il Tiraz dove venivano prodotte le stoffe preziose.


la Magione (foto alpy), lato posteriore; vedi facciata principale

La chiesa della Magione fu costruita, sempre in stile arabo-normanno, intorno al 1150 per volontà di un cancelliere del Regno di Sicilia ( Matteo d'Aiello). Fino al 1197 fu occupata dai monaci cistercensi e successivamente dai cavalieri (monaci) teutonici . La chiesa prese infatti il nome di Magione perchè divenne "mansio" dell'Ordine teutonico fino al 1492. Dopo altri passaggi finì per diventare nel 1787 possesso dei re borbonici ecc.  Nel 1943 fu gravemente danneggiata dai bombardamenti. La facciata è quindi rimaneggiata.

E' annesso alla Chiesa della Magione (detta anche della SS.Trinità) un chiostro ripreso per alcuni versi da quello di Monreale.  


chiesa di S.Spirito (cimitero di Palermo), foto alpav; altra foto

La chiesa di S.Spirito (ora collocata nel cimitero di S.Orsola) è famosa in particolare perchè il 31 marzo 1282, mentre vi si cantava il Vespro, ci fu quel famoso incidente fra un siciliano ed un francese che diede luogo a quella grande rivolta contro il dominio francese degli Angiò che è ricordata dalla storia come i "Vespri". Secondo quanto riportato sempre dall'Amari nel suo volume "Il vespro siciliano" il francese che offese una nobildonna siciliana si chiamava Drouet. Dalla scintilla qui verificatasi la ribellione si estese in poco tempo a tutta la Sicilia. Alla fine di complesse vicende, come notorio, la dinastia aragonese sostituì gli Angiò. I "Vespri" furono comunque une delle vicende più cruente del medioevo.

A parte le tante ristrutturazioni ed alterazioni che hanno interessato l'edificio, va ricordato che la chiesa fu costruita fra gli anni 1173 e 1178 all'epoca di Guglielmo II e dell'arcivescovo Gualtiero Offamilio. Si ipotizza che nel convento che vi era annesso abbia soggiornato Gioacchino da Fiore. I caratteri originari della struttura sono visibili solo parzialmente.

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La Zisa, foto di Alessandro Calderone dir. ris.

La costruzione del famoso palazzo della Zisa (al-aziz) iniziò intorno all'anno 1165 all'epoca del re normanno Guglielmo I che si rivolse a maestranze musulmane probabilmente di cultura fatimita. Come è stato parzialmente e materialmente ricostruito in tempi abbastanza recenti, l'edificio era inserito in un grande parco con fontane ecc.. Nel palazzo- una dimora adattata al relax del sovrano- si alternavano ambienti (spesso decorati) sia privati sia di rappresentanza. Particolarmente interessante la c.d. "sala della fontana" che aveva la funzione di rendere gradevole l'ospitalità anche d'estate. Attualmente nel palazzo è ospitato il Museo dell'Islam che contiene pochi ma rarissimi documenti. Il più celebre di questi è una lastra in marmo scritta nelle quattro lingue più diffuse all'epoca arabo-normanna.

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Molto interessanti a Palermo sono anche alcuni edifici particolari: la Cuba Sottana e la Cuba Soprana. Il primo, particolarmente ampio e maestoso, è un padiglione edificato intorno al 1180 all'interno del parco (Genoardo) dei re normanni. La Cuba Soprana è invece una costruzione similare ma di dimensioni più modeste. Non distante da questi padiglioni è anche lo Scibene (ovvero Uscibene) un palazzo suburbano di epoca arabo-normanna abbandonato e deturpato da molto tempo per il quale nel 2006 si sono avviate alcune procedure per il possibile recupero.


la c.d. Cuba, foto ©  Blueplace -dreamstime

Fra le costruzioni meno note anche il Castello di Maredolce che era inserito nel parco reale della Favara. L'epoca della costruzione non è del tutta sicura. E' probabile che sia stato costruito dagli arabi prima dell'arrivo dei normanni, comunque risulta che il re Ruggero II vi soggiornasse volentieri. Anche qui il degrado ha infierito comunque sono ancora visibili alcuni ambienti interni (fra i quali una cappella ed un'aula) e si ipotizza ora la ricostruzione di una grande piscina che vi era ubicata.

Altri monumenti palermitani di epoca medievale sono ancora: il castello a mare, Palazzo Chiaramonte (primo piano del 1320, secondo piano del 1380 ecc), il ponte dell'ammiraglio (così chiamato perchè costruito nel 1113 dall'ammiraglio Giorgio Antiocheno) che nel 1860 risultò utile ai garibaldini per l'ingresso a Palermo. Infine rappresentano una curiosità i "qanat" che furono costruiti dagli arabi per rifornire di acqua l'ampia città.


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A Palermo i normanni trovarono ben poco della Cristianità. E fra il poco rimasto c'era  Nicodemo che dopo due secoli di vacanza era stato nominato vescovo ma che officiava il rito greco in una chiesetta. Cessato il dominio islamico con qualche gradualità iniziarono comunque ad arrivare i diversi ordini religiosi della Cristianità. Molto lentamente perchè grandissima parte della popolazione era composta da islamici, ebrei e cristiani ortodossi. Infatti i normanni, almeno inizialmente, preferirono i rapporti con i cristiani ortodossi che ubbidivano alla gerarchia di Costantinopoli.

Va altresì considerato che per un pò di tempo i rapporti fra papato e normanni furono talora "particolari" per altre vicende. Il 21 maggio 1084 - una dozzina di anni dopo l'assedio alla Palermo islamica- Roberto il Guiscardo entrò in Roma su richiesta dello stesso papa Gregorio VII (all'epoca in contrasto con l'imperatore) ma le sue truppe furono poi le artefici del sacco di Roma e di gravi danni ad alcune basiliche romane.

Roberto il Guiscardo d'altra parte regolava spesso i rapporti con la Religione a modo suo. Probabilmente fu coinvolto nella costruzione di alcuni edifici religiosi a Palermo:  la chiesa di S.Giovanni attigua al lebbrosario, la chiesa ( ora rifatta) di San Salvatore e dell'annesso convento basiliano (non più esistente). Comunque il Guiscardo era anche legato all'antica diocesi normanna dalla quale anni prima erano partiti diversi esponenti della famiglia Hauteville. Infatti partecipò finanziariamente alla costruzione della cattedrale di Coutances nei pressi di Bayeux.


chiesa S.Giovanni dei Lebbrosi (1075-1085) , foto alpy

Ruggero I inizialmente, anche per motivi politici, diede spazio agli ortodossi già presenti in Sicilia poi si avvicinò alla Cristianità latina imponendo però la scelta di vescovi francesi o comunque non locali. Dopo la visita di papa Urbano II in Sicilia e qualche screzio, nel 1096-1098 fu decisa l'Apostolica Legazia di Sicilia ed il re normanno ottenne una particolare bolla pontificia. Ruggero II invece fece venire in Sicilia i cistercensi, gli agostiniani, i templari e gli ospitalieri.

I domenicani, a quanto sembra, iniziarono a farsi vedere a Palermo probabilmente intorno al 1217 ed inizialmente furono ospitati alla Magione dai Cavalieri Teutonici. Poco dopo si stabilirono nell'antica chiesa di S.Matteo e successivamente costruirono un convento poi sacrificato dalle costruzioni successive e del quale ha qualche rilievo il solo chiostro in stile gotico-normanno. L'antico impianto, ora occupato dalla Società Siciliana di Storia Patria, non è distante dall'attuale (terza) chiesa di S.Domenico che fu edificata a partire dal 1640.

Le presenze dei francescani probabilmente iniziarono a registrarsi mentre era ancora in vita San Francesco, quindi all'inizio del XIII. Tuttavia non si hanno notizie molto precise e può darsi che lo spirito innovatore dei francescani trovò qualche ostilità anche fra il clero locale. Più tardi entrarono sicuramente in contrasto con Federico II e poi con Manfredi. Durante il Vespro Siciliano curarono i feriti e seppellirono i defunti, benchè alcuni monaci di origine francese fossero rimasti uccisi nel corso dei tumulti. Più tardi (1312 circa) i francescani già in Sicilia ebbero qualche serio imbarazzo perchè gruppi di c.d. "spirituali" disobbedienti all'Ordine erano fuggiti dalla Toscana ma ebbero buona accoglienza dagli Aragonesi. Superato il problema nel 1347-1348 i francescani comunque furono molto attivi nella cura dei tanti malati di peste. Fin dal medioevo luogo di riferimento dell'ordine a Palermo è la chiesa di San Francesco.


portale, foto Sebastian Fischer -GNUFDL- wikipedia

L'impianto più antico della chiesa risale al 1255-1277, il bel portale è del 1302, le sistemazioni successive anche a causa di un terremoto (1823) risultano numerose. In epoche diverse l'interno fu poi arricchito da opere d'arte importanti di D.Gagini, F.Laurana, G.Serpotta ecc..

Alla fine del XII anche i carmelitani si costruirono una loro chiesa (abbattuta e ricostruita nel 1626) in una zona limitrofa all'antico mercato di Ballarò.


Monreale, campanile duomo-foto Gianni C.


dettaglio esterni duomo Monreale

I benedettini ebbero per un pò di tempo la disponibilità della chiesa di San Giovanni degli Eremiti (fotografie in alto) , dell'antica chiesa di S.Giorgio in Kemonia (demolita nel 1765 circa) e, nel 1194 circa, di un convento nelle adiacenze della Martorana. Il loro insediamento più importante e prestigioso fu comunque quello nel  complesso abbaziale di Monreale dove per volontà di Guglielmo II era stato costruito anche lo splendido duomo con i bellissimi mosaici che lasciano incantati i visitatori.

Fra i motivi che indussero il sovrano alla costruzione dell'abbazia c'era la necessità di cristianizzare i molti saraceni che stavano in quella zona. Poco a sud di Palermo -in pratica da Monreale ad Agrigento- c'era infatti una specie di grande enclave islamica. Ed i normanni relativamente a questa situazione erano arrivati solo ad alcuni patti con l'influente famiglia Ibn Hammud. Quindi l'abbazia in pratica fu fondata con le caratteristiche di un avamposto cristiano e lo stesso papa si preoccupò della peculiare funzione di Monreale. Fra l'altro nonostante la cittadina fosse molto vicina a Palermo (all'epoca attuale c'è un'evidente contiguità fra i due comuni) a Monreale fu creato un arcivescovado con competenze molto ampie. Con tale istituzione furono accorpati - in un'area demaniale- alcuni dei c.d  aqalim (Jato, Calatrasi ecc) e fu creata una specie di "riserva" dove i musulmani avevano la possibilità di sottrarsi alle persecuzioni di feudatari e lombardi e contestualmente di essere cristianizzati. .


abside in Monreale

relativamente ai famosi mosaici lo storico dell'arte Andrè Chastel osservava: " ...a Monreale la composizione è la più vasta del XII secolo: l'intero coro è trattato unitariamente e distribuisce anche alcune figure di profilo. A questa visione "simultanea" si oppone l'ordine narrativo della navata, inevitabile in un piano basilicale..." Temi religiosi degli estesi mosaici (circa 6300 mq): i fatti biblici prima dell'incarnazione del Verbo, l'incarnazione del Verbo fra gli uomini, il seguito dell'incarnazione del Verbo. Nel catino ovviamente il famoso "Cristo Pantacratore".


altra prospettiva dei mosaici nel duomo di Monreale
foto ©  Alexandre Fagundes De Fagundes -dreamstime

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Fra le altre d'opere d'arte del Duomo monrealese sono rilevanti le porte bronzee (1186) di Bonanno Pisano.

Per tali complesse attività ovviamente necessitavano dei validi religiosi e fra gli altri nel 1176 erano arrivati a Monreale un centinaio di monaci provenienti dall'influente abbazia di Cava dei Tirreni . Tuttavia, come riferisce Michele Amari nella sua Storia, i saraceni non ebbero vita facile. Tale situazione comunque durò fino a 1222 quando, dopo diversi contrasti, Federico II attaccò le opposizioni saracene in Val di Mazara, fece impiccare a Palermo tale Morabit e creò in Puglia (a Lucera) una colonia che durò diverso tempo

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Il convento benedettino è della stessa epoca del duomo e comunque si sviluppa intorno al celebre chiostro. In cima a Monreale sempre dei benettini era il c.d "castellaccio " usato inizialmente come convalescenziario e successivamente fortificato (il castello fu parzialmente abbattuto nel XV per motivi bellici, poi i monaci lo riutilizzarono fino a tutto il XVI).


Monreale,il chiostro del convento-foto Gianni C.

L'impianto del chiostro è gotico ma non mancano nei decori riferimenti di tipo arabo (esempio la fontana) . In totale si tratta di circa cento arcate gotiche con 228 colonnine tutte ornate in modo spesso differente ma molto interessante. I motivi sono talora religiosi, altre volte vegetali o simbolici.


Monreale, fontana stile arabo-foto Gianni C.


Monreale,capitelli del chiostro -foto Gianni C.

Tuttavia i benedettini in epoca medievale avevano altri due conventi nelle immediate vicinanze di Palermo: il primo a San Martino delle Scale, il secondo a Baida. Il primo convento era stato fondato nel VI secolo dalla cerchia di San Gregorio Magno e poi era andato in rovina in epoca araba. Nel 1347 dopo i lavori di ripristino decisi dal vescovo di Monreale i benedettini ne presero possesso e lo dedicarono a San Martino, vescovo di Tours. Allo stato attuale quasi niente resta della costruzione di epoca gregoriana e poco residua delle strutture trecentesche. 

Parlando del periodo arabo in Sicilia accenniamo anche al fatto che -alla fine del XVIII- fu cappellano a San Martino delle Scale il maltese Giuseppe Vella che, approfittando del fatto che in Sicilia non ci fossero conoscitori della lingua araba, elaborò una serie incredibile di falsificazioni storiche che ingannarono anche diversi eruditi del tempo ed alla fine indussero il re di Napoli a chiedere la consulenza di uno studioso di cose arabe all'Università di Vienna.

Nel 1377 i benedettini, per varie circostanze del tempo, ottenero dal conte di Modica la possibilità di insediarsi in un nuovo convento a Baida. Il convento, ormai nella periferia della moderna Palermo, dal 1595 è gestito dai francescani. A quanto sembra il citato nome della zona di Baida deriva dall'appellativo che il citato viaggiatore Ibn Hawqal gli diede durante i suoi viaggi.

 


uno dei volumi che fu pubblicato da Giuseppe Vella
Sull'incredibile vicenda hanno scritto dei romanzi anche Sciascia e Camilleri



Palazzo Normanni

Cuba sottana

chiostro di Lipari





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