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cronologie e documentazione

 

 Sicilia islamica, esempi di monetazione

Michele Amari nella sua "Storia dei Musulmani in Sicilia " evidenzia che del primo periodo (degli Aghlabiti) restano poche monete mentre sono più abbondanti quelle del periodo fatimita. Quest'ultima monetazione, per motivi commerciali, era ben diffusa in alcune regioni italiane del Tirreno tanto che i normanni continuarono a coniarne di simili. Quelle auree, apprezzate per il loro titolo, erano chiamate roba'i dagli arabi e tarì dai greci ed altri. Talora queste monete furono oggetto di imitazioni a Napoli, Salermo ed Amalfi. Una moneta di minor valore era invece chiamata kharruba e fu introdotta dall'ultimo principe della dinastia aghlabita Hibraim II (875-902). In alcune zone interne della Sicilia dove gli islamici si erano concentrati nell'ultimo periodo (ad esempio ad Iato) sono stati trovati anche dei "gettoni" di vetro probabilmente utilizzati nelle aree rurali per modeste attività commerciali. Alcuni di questi gettoni riproducono un'aquila e probabilmente risalgono al periodo svevo. Un nummarium con un migliaio di monete del periodo islamico è conservato presso la biblioteca comunale di Palermo.

Roba'i (1/4 di dinar) d'oro battuto nella zecca di Palermo durante il regno del califfo fatimita al Mustansir nell'anno 1063

Roba'i (1/4 di dinar) d'oro battuto nella zecca di Palermo durante il regno del califfo fatimita al Mu'izz li din Allah nell'anno 956

Kharruba (minuscola frazione di dirhem) in lega d'argento, battuta in Sicilia durante il regno del califfo fatimita al 'Aziz  negli anni 975-996

 

re normanni ed esempi di monetazione

la costituzione del regno normanno di Sicilia fu approvata nel 1130 dall'antipapa Anacleto II ma il relativo atto, come altri, fu annullato. La conferma di papa Innocenzo II giunse nel luglio 1139. La dinastia degli Altavilla (capostipite: Tancredi di Hauteville) ebbe la seguente successione in Sicilia.

 

Ruggero I  (conte di Sicilia, inizialmente divise il potere con Roberto il Guiscardo)

Simone di Sicilia (successore virtuale del padre Ruggero, morì giovanissimo)

Ruggero II (fratello di Simone, conte di Sicilia, poi re dal 1130)

Guglielmo I (detto il malo, 1154-1166)

Guglielmo II (detto il buono, 1166-1189)

Tancredi (figlio naturale di Ruggero III di Puglia e nipote di Ruggero II, 1189-1194)

Guglielmo III (secondo genito di Tancredi, fu re virtuale nel 1194)

successivamente l'imperatore Enrico VI, quale marito di Costanza d'Altavilla, assunse per poco tempo il titolo di re di Sicilia; alla sua morte fu incoronato come re il figlio Federico (successivamente imperatore come Federico II).

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I normanni continuarono a coniare monete come il tarì e talora la kharruba, ma usarono anche i follari in rame ed altre monete d'argento più sovente usate nella parte continentale del regno (esempio ducali ecc.). Inizialmente le monete indicavano i re normanni con il loro titolo arabo (era ad esempio ricorrente indentificare il sovrano con il titolo di al-mu’azzam - il grande-) e non mancavano le scritte cufiche. Importanti modifiche furono comunque introdotte con il riconoscimento papale del regno normanno.

Tarì oro di Palermo (1073) -Roberto il Guiscardo

aureo coniato durante il regno di Guglielmo I

aureo coniato durante il regno di Guglielmo II

aureo coniato durante il regno di Tancredi

 


re Guglielmo II in un famoso mosaico, fonte wikipedia



a Siracusa presso il museo archeologico regionale Paolo Orsi è visitabile il medagliere che raccoglie monete antiche incluse quelle medievali



foto delle monete ( Guglielmo I, Guglielmo II, Tancredi) per cortesia: numismatica Katane  ; foto delle altre monete di Dimmy 54

 


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