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verso il medioevo

 

 

le teorie di Henri Pirenne

Il famoso storico belga (1862-1935) fu uno dei capi della resistenza passiva durante l'invasione tedesca della prima guerra mondiale ed alcune delle sue opere di storia medioevale furono scritte durante la prigionia. Le sue tesi in tema di Medioevo (in particolare relative all''impatto della romanità con l'Islam, all'inizio del Medioevo ecc.) sono stato spesso contestate dagli storici successivi (non esclusi alcuni suoi allievi).

Relativamente al rapporto Oriente - Occidente, annotiamo ovviamente che l'Islam portava anche una civiltà diversa da quella occidentale (è sufficiente per questo rinviare ai monumenti ancora visitabili in Andalusia ed in Sicilia) . 


Ostia Antica

 

Fra le opere di Pirenne: Les anciennes democraties des Pays-Bas, Histoire du Belgique , una storia d'Europa. Quelle più note anche in Italia sono "Maometto e Carlomagno", "Storia economica e sociale del Medioevo" , "Le città del Medioevo".

Del più famoso di questi libri (Maometto e Carlomagno) riportiamo, anche per comodità del "navigatore", la celebre conclusione:

"...si possono fare due constatazioni essenziali.

1) le invasioni germaniche non misero fine all'unità mediterranea del mondo antico, nè a quello che di essenziale vi era nella cultura romana, quale ancora si conservava ancora nel V secolo, in un'epoca in cui non c'era più un imperatore in Occidente. Malgrado i rivolgimenti e le perdite che ne conseguono, non compaiono principi guida nuovi, ne' nell'ordine economico, ne' in quello sociale, ne' in campo linguistico, ne' nelle istituzioni. Quel che sussiste di civiltà è mediterraneo. E' sulle coste del Mediterraneo che si preserva la cultura ed è da lì che verranno le novità: monachesimo, conversione degli Anglosassoni, arte barbarica ecc.

L'Oriente è l'elemento fecondatore; Costantinopoli il centro del mondo. Nel 600 il mondo non ha assunto una fisionomia diversa da quella che aveva nel 400.

2) La rottura della tradizione antica ebbe come strumento la fulminea e imprevista avanzata dell'Islam che portò come conseguenza la separazione definitiva dell'Oriente dall'Occidente, mettendo fine all'unità mediterranea. Paesi come l'Africa e la Spagna, che avevano continuato a partecipare alla comunità occidentale, gravitano da quel momento nel l'orbita di Bagdad. Fa la sua comparsa un'altra religione, un'altra cultura. Il Mediterraneo occidentale, divenuto un lago musulmano, non è più quella via di scambi commerciali e di idee che non aveva mai cessato di essere fino ad allora.

L'Occidente è imbottigliato, costretto a bastare a se stesso e a vivere in completo isolamento. Per la prima volta in assoluto nella storia l'asse della vita è sospinto dal Mediterraneo verso il Nord. La decadenza in cui sprofonda in seguito a ciò il regno merovingio fa emergere una nuova dinastia, originaria dei paesi germanici del Nord: la dinastia carolingia.

Il Papa si allea con essa, spezzando il filo che lo aveva unito all'imperatore che, impegnato nella lotta contro i Musulmani, non è più in grado di difenderlo. Cosiì la Chiesa si allea al nuovo assetto esistente. A Roma, nel nuovo impero che essa fonda, è ormai sola, e il suo potere è tanto più grande in quanto lo Stato, incapace di conservare una sua amministrazione, si lascia assorbire dalla feudalità, esito fatale del regresso economico. Tutte le conseguenze esplodono in modo clamoroso dopo Carlomagno. Con sfumature diverse, a seconda dei paesi, l'Europa, dominata dalla Chiesa e dalla feudalità assume allora una fisionomia nuova. Il Medioevo (per conservare la locuzione tradizionale) ha inizio. La transizione è lunga.....(omissis)

L'evoluzione termina nell'800, con la costituzione del nuovo Impero che sancisce la rottura tra Occidente ed Oriente dando all'occidente un nuovo impero romano: è la prova evidente che esso ha rotto con l'antico Impero che continua a esistere a Costantinopoli."

 

 

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