www.storia-riferimenti.org

medioevo

 

LA SACRA DI SAN MICHELE ED IL CONTESTO IN EPOCA MEDIEVALE

(abbazia San Michele della Chiusa e vicende)

La storia di questo luogo (ora nel comune di Avigliana, in provincia di Torino) ebbe concretamente inizio quando un nobile dell'Alvernia, Hugues I le DÚcousu della famiglia Montboissier, per chiedere una speciale assoluzione ebbe dei contatti con dei prelati.

Secondo quanto viene narrato, fra le penitenze proposte, Ugo di Montboissier -al suo ritorno da un viaggio a Roma- scelse la possibilità di costruire un nuovo monastero e -d'intesa con il marchese d'Ivrea - lo localizzò sul Monte Pirchiriano a poca distanza dall'antica Susa ma anche dall'Abbazia di Novalesa (d'interesse del Regno dei Franchi). In questa zona - sul monte Caprasio- si era da poco ritirato in eremitaggio San Giovanni Vincenzo (forse giÓ vescovo di Ravenna).  Nella vicenda -a quanto sembra- fu coinvolto anche un importante personaggio originario della stessa Alvernia ovvero Gerberto di Aurillac (poi papa Silvestro II, 999-1003) che all'epoca aveva altro ruolo ma che in tempi successivi si interess˛ dell'abbazia anche come pontefice e facilmente relazionò con Maurice Montboissier.

Va tuttavia precisato che poco prima in quest'area c'erano stati dei seri problemi con i saraceni andalusi che- all'epoca- avevano una base a Fraxinetum nei pressi dell'attuale Saint - Tropez. In Val di Susa- i saraceni erano stati affrontati pure da Arduino il Glabro, marchese di Torino, che poi aveva ripristinato un pò d'ordine in una zona rimasta desolata. Anche diversi monaci di Novalesa, per alcuni anni rifugiati a Torino ed in Lomellina sotto la protezione del marchese di Ivrea, ebbero la possibilitÓ di rientrare nell'antica sede che avevano dovuto abbandonare. Nell'anno 973 Guglielmo di Provenza ed Arduino il Glabro sconfissero i saraceni durante la battaglia di Tourtour e poco dopo distrussero la base di Fraxinetum (Jabal al-qilÔl). Il papato, il vescovo Amizone di Torino e diversi nobili si accollarono quindi l'onere di rivitalizzare la zona.


veduta d'insieme con strutture di diversa epoca, particolare foto Arm.P.


il culmine del monte Pirchiriano evidenziato all'interno del monastero, foto Arm.P.

L'Abbaye de Saint Michel de la Cluse venne costruita in poco tempo (983-987) e gli esponenti della famiglia Montboissier vi invitarono monaci in buona parte provenienti dall'Alvernia, dall'Aquitania e dalla zona di Tolosa. Ci fu presto un certo sviluppo ed il monastero fu organico all'Ordine di San Benedetto. Il luogo fra l'altro era di passaggio per molti pellegrini e per coloro che erano legati al culto di San Michele (specialmente venerato a Monte S.Angelo nel Gargano ed a Mont Saint Michel in Normandia). Il primo abate fu Atverto ed alcuni dei suoi successori si impegnarono negli ampiamenti. Ai tempi dell'abate Ermergando i lavori furono abbastanza ambiziosi. Furono anche chiamati anche alcuni artisti come ad esempio Nicolò (scultore noto per i suoi lavori a Verona e Ferrara) ed il c.d. Maestro di Rivalta che lavorarono principalmente al portale dello Zodiaco.


l'imponenza dell'abbazia, foto Arm.p.

 

 


c.d. torre della bell'Alda, foto Arm.P


turisti attraversano il c.d. scalone della Morte, foto Umb.P.

 


veduta panoramica, foto Umb.P.

 


capitelli dello Zodiaco, foto Umb.P

ARTICOLO IN VIA DI COMPLETAMENTO


 

 

index