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verso il medioevo


 

L'IMPATTO DEL CRISTIANESIMO NEL MONDO ROMANO

 

I Cristiani apparvero in maniera imponente nella storia romana il 18 luglio 64 d. c. data del famoso incendio di Roma quando Nerone, forse per allontanare la voce che gli attribuiva l'ordine del rogo, li denunciò come colpevoli.

Davanti alla reazione popolare fu facile per l'imperatore rivoltare le responsabilità nei riguardi della "setta" dei cristiani che, agli occhi dei Romani di allora, non appariva ben distinta dalla comunità giudaica. Si trattava infatti ancora una volta di una religione proveniente dalla Palestina, la cui propaganda si svolgeva inizialmente nelle Sinagoghe, uniche basi di appoggio per San Paolo e San Pietro.

Nei riguardi dei cristiani i Romani avevano quella diffidenza e ostilità, che dimostravano ai giudei, un popolo chiuso in se stesso la cui religione escludeva tutte le altre. Proprio questo era incomprensibile per il popolo romano che per carattere aveva sempre accettato e recepito i vari culti provenienti da fuori.

Tutta la letteratura cristiana ha ritratto Nerone, primo vero persecutore, come la figura dell' Anticristo dell' Apocalisse. Il miglior commento della persecuzione dei cristiani e' nelle pagine, dalle tinte fosche, di Tacito che parla di "quella genia odiosa per le sue nefandezze che il volgo chiamava cristiani " , che subirono diverse pene: o vennero coperti di pelli ferine e dilaniate dai cani, o furono crocifissi o destinati alle fiamme(nota: su Nerone storici recenti si esprimono diversamente)

Ma tutto ciò non bastò, i cristiani infatti divennero ben presto la forza egemone dell'Impero, e Roma si avviò a diventare una città cristiana.

Il cristianesimo si inserì nel mondo romano, adottandone alcuni particolari usi, un esempio per tutti l'abbigliamento del sacerdote che utilizzando tunica e pallio propone ancora oggi il vestito tradizionale romano.

Il contrasto primitivo tra paganità e cristianità col tempo quindi si appianò in una concezione organica della storia di Roma, che vide come conseguente e necessario il passaggio dall'età classica a quella papale, in una progressiva "romanizzazione" della Chiesa, che occultò le proprie origini straniere mirando a presentarsi come "Chiesa romana". Tale tesi trovava del resto conforto nella morte avvenuta a Roma di San Pietro e San Paolo, che così destinavano la città a luogo centrale del Cristianesimo.


colonna legata alla tradizione del martirio di Paolo
sotterranei di Santa Maria via Lata, Roma

Nacquero ben presto i primi luoghi di culto, che non erano ne dei piccoli santuari come per le altre religioni, ne dei templi come per il paganesimo, bensì dei centri comunitari: le domus ecclesiae Le case messe a disposizione dai ricchi prendevano il nome del proprietario (titulo). Le dimore ristrutturate secondo le necessità assolvevano a numerose funzioni: culto, battesimo, istruzione, assistenza sociale, amministrazione, abitazione del clero.


mosaico basilica Cosma e Damiano, Roma

I cristiani evitarono così d'invadere la sfera pubblica con le loro attività e costruzioni.

La nuova fede divulgata assunse il ruolo di protagonista anche nelle manifestazioni artistiche. Per secoli, infatti, almeno fino a tutto il Medioevo, la religione resterà insuperata, se non unica, fonte ispiratrice dell'arte.

I primi segni dell'arte paleocristiana si scoprono nelle catacombe, gallerie cimiteriali disposte su più piani per sfruttare maggiormente gli spazi, che si trovavano soprattutto nelle grandi proprietà: i terreni venivano acquistati dai fedeli o donati dal ricco signore locale suoi schiavi o liberti cristiani.

Le catacombe, diramate come vere e proprie strade tracciate sotto il suolo della città, presentano oggi uno dei complessi visibili più interessanti della cultura cristiana.

Nel IV secolo la nuova architettura religiosa poteva finalmente innalzare la libera sede del culto: il tempio cristiano sorgeva così solenne e grandioso in una struttura compiutamente elaborata.

La chiesa predilisse le forme dell'ampia struttura architettonica dei pagani, soprattutto lo spazio concepito per usi molteplici -anche se in genere come aula giudiziaria -che si prestava perfettamente a divenire luogo di culto e di riunione. Venne quindi adottata la pianta a prevelente sviluppo longitudinale e l'edificio ereditò anche il nome classico di basilica.

In seguito (VI secolo), seguendo il principio cristiano della carità verso il prossimo, sorsero le diaconie, centri assistenziali gestiti dalla Chiesa, che procuravano e distribuivano i viveri, gestivano gli ospizi per poveri, malati e peIlegrini" e soprattutto erano provvisti di bagni, non più disponibili nelle terme pubbliche.


il Pantheon costruito da Adriano divenne chiesa nel VI secolo

Ormai il paganesimo era morto e diversi monumenti dell'arte antica, soprattutto , templi, vennero riadattati a luoghi di culto, come il Pantheon che fu dedicato alla Vergine (609), la Curia del Senato che diventò la chiesa di Sant'Adriano (625), il Tempio di Portunus: Santa Maria Egiziaca (IX secolo) e Sant'Urbano alla Caffarella che si situò nell'antico tempio di età antonina.

Mentre l'Impero continuava ad indebolirsi ed i suoi organismi diventavano sempre più ineficcienti, il prestigio della Chiesa cresceva così come la sua forza economica grazie a frequenti donazioni e lasciti.

LA DONAZIONE DI COSTANTINO E LA FORMAZIONE DEL PRIMO NUCLEO DELLO STATO DELLA CHIESA

Il documento di alto interesse storico detto Donazione di Costantino o Constitutum Costantini (il testo ci è pervenuto in una versione latina e in una versione greca) si suppose consegnato nel 313 d. C. da Costantino a papa Silvestro, al quale l'imperatore avrebbe donato le imprese e ceduto l'Italia e l'Occidente.

In realtà esso fu redatto probabilmente tra la seconda metà dell'VIII e la prima metà del IX sec. o durante i regni dei Franchi Pipino il Breve e Carlo Magno.

Lo scopo del falso così creato voleva credibilmente essere quello di convalidare la sempre crescente autorità temporale dei papi in un momento storico che vedeva la ricostituzione della dignità imperiale in Occidente (Natale 800: incoronazione di Carlo Magno in S. Pietro da parte di papa Adriano I ). Ma chi sostiene che il documento sia stato confezionato in Francia ritiene che nacque dall'interesse dei sovrani carolingi a consolidare di fronte all'Oriente la legittimità dell'impero ricevuto dalle mani del pontefice che veniva proclamato nel testo riconosciuto arbitro dei territori occidentali.

L 'autenticità della Donazione posta in dubbio sin dal tempo degli Ottoni, generalmente per tutto il Medio Evo non venne contestata, nè messa in discussione nella sua validità giuridica. E' importante sottolineare, che la Curia papale non si servì della Donazione come titolo giuridico per rivendicazioni di carattere territoriale o politico, se non in casi sporadici e solo limitatamente a territori italiani già appartenuti alla Chiesa.

Sembra sia stata usata ufficialmente da Leone IX (1053) e poi forse da Niccolò Il (1059) ma esclusivamente per ribadire il primato spirituale del pontefice; di certo fu progressivamente interpretata in senso temporale a partire dalla fine del XII sec. con papa Urbano II e poi sistematicamente con Gregorio IX e Innocenzo IV che rivendicarono i loro diritti sull'impero contro le pretese di Federico Il, scomunicato nel 1245.

In età umanistica il documento viene criticamente riveduto da Nicolò da Cusa e la sua validità sostenuta vigorosamente da Lorenzo Valla.

Già a partire dal papato di Gregorio I Magno (590-604), e dunque molto tempo prima dell'età carolingia, si andava delineando un cambiamento politico sul territorio dell'Italia centrale che corrispondeva al bizantino Ducato Romano dell'Impero d'Oriente: a quest'ultimo, ormai sempre più debole e assente, si andava sostituendo il governo esercitato dall'amministrazione pontificia (castra Petri ).

Tale situazione si rese sempre più chiara poi tra l'VIII e il IX sec. quando numerose città (Sutri, Nepi, Ravenna, Rieti e la Sabina, Viterbo, Soana, Toscanella, Teano, Capua, Sora, Arpino, ecc.) finirono sotto la "protezione" del papa attraverso documenti giuridicamente validi, spesso di iniziativa reale, che andarono a ufficializzare l'esistenza del cosiddetto Patrimonium Petri

In poco tempo il papato (confortato militarmente, oltre che dai "Romani", da valide folle alleate, si trastormò' in una potenza occidentale sovrana che disponeva di un vasto territorio nell'ltalia centrale e che era spiritualmente a capo dell'Europa. A nulla valsero le intimidazioni e i tentativi di espansione dei re longobardi, i quali non riuscirono mai ad assorbire il territorio pontificio nel loro Regno in Italia.

Dopo la crisi dell'età feudale durante la quale prevalsero gli interessi e i privilegi dei singoli, un'energica opera di consolidamento fu portata avanti soprattutto dai papi Innocenzo III (1198-1216) e Gregorio IX (1271-76); ma essa andò inevitabilmente perduta durante il periodo della cattività avignonese (1309- 77).

Fu con l'inizio del XVI sec. che la politica papale intraprese la ricostruzione dello Stato della Chiesa attraverso imprese militari intese a liberare i territori occupati (Giulio II: conquista di Bologna e Ravenna) .Nel 1598 entra a far parte dello Stato Pontificio la città di Ravenna, nel 1649 i1 Ducato di Castro e nel 1651 quello di Urbino.

Così, con poche variazioni, lo Stato della Chiesa riprese la configurazione geografica che aveva avuto sin dall'inizio il Ducato Romano sul Tirreno, poi Patrimonio di Pietro, quando le sue popolazioni si strinsero attorno al pontefice vedendo in lui e nel suo potere l'unica via di salvezza. E questo aspetto conservò fino al XIX sec. quando le stesse popolazioni scelsero un altro capo temporale.

 

LUOGHI VISITABILI A ROMA

 

 Luoghi legati ad episodi degli apostoli:

Abbazia delle Tre Fontane: il complesso abbaziale sorto sul luogo del martirio di S.Paolo, racchiude tre chiese di diverse datazioni. La chiesa medievale dei ss. Vincenzo e Anastasio conserva i caratteri semplici e razionali dell'architettura cistercense.


cappella attigua alla c.d. cella di San Paolo, Abbazia Tre Fontane, foto alpav 2012

Sepolcreto ostiense ; tra i colombari e le tombe pagane fu deposto nel 63 d. c. dalla matrona Lucina il corpo di San Paolo. Sul luogo della sepoltura dell' Apostolo delle Genti sorse la basilica di San Paolo fuori le mura, seconda per grandiosità solo a quella vaticana.

I sotterranei di San Pietro (con permesso della Fabbrica di S.Pietro ) : secondo la tradizione San Pietro fu martirizzato nel circo di Nerone e sepolto nella vicina necropoli della via Trionfale. Gli scavi effettuati sotto la basilica vaticana per rinvenire l'antica tomba del vicario di Cristo hanno infatti rivelato l'esistenza di questo vasto e ben conservato cimitero, con le sue strade fiancheggiate da colombari e da tombe piccole e grandi. Qui fra sepolture di cristiani e di pagani, proprio sotto l'altare della Confessione che e' al centro della basilica, è stato individuato un loculo la cui collocazione ed una serie di probanti indizi indicano come la sepoltura dell' Apostolo.



Clivio di Scauro(da qui si accede alle case romane al Celio: SS.Giovanni e Paolo)


Porta Latina ed oratorio di San Giovanni in Oleo-foto alpav
luoghi collegati ad alcune antiche tradizioni relative a S.Giovanni Evangelista

Formazione della comunità cristiana di Roma:

Le domus ecclesiae (normali case d'abitazione che divennero primitivi centri comunitari) prendevano il nome, tilulo, dal primitivo proprietario dell'edificio:

A Roma nel IV sec. esistevano 25 tituli.  E' possibile visitare i seguenti sotterranei:

Basilica dei SS. Giovanni e Paolo : la grande basilica voluta nel 410 ca. dal senatore Pammachio si eleva nel luogo ove sorgevano due case ad appartamenti, le cui facciate alte tre piani furono incorporate nella nuova chiesa.

Santa Cecilia in Trastevere: case romane del V sec., dove l'esistenza di un battistero, inequivocabilmente segnala la presenza cristiana su1 luogo ove tra gli anni 817 e 824 venne costruita la vera e propria basilica.

San Martino ai Monti: originata sul luogo dell'antico "titulus equitii" di cui conserva le strutture romane nel sotterraneo


sotterranei S.Martino ai Monti, foto alpav 2010

Origine e sviluppo dei cimiteri sotterranei della comunità cristiana:

Catacomba di Priscilla : gli ambienti di una villa romana trasformati in sepolcreto, gli affreschi della "Cappella greca", le iscrizioni graffite dei pellegrini sulla tomba del martire Crescenzione, la basilica di papa Silvestro ed altre testimonianze di fede dei cristiani dei primi secoli.

Catacomba dei SS. Marcellino e Pietro (permesso ): lungo la via Labicana fu scavato verso la metà del III sec. d. C. un cimitero denominato ad duas lauros che accolse i corpi di numerosi martiri vittime della persecuzione di Diocleziano. In questo luogo Costantino e la madre Elena fecero costruire il proprio mausoleo conosciuto con il nome di , Tor Pignattara.

Per completezza ricordiamo che oltre al cristianesimo erano diffuse nell'antica Roma anche altre religioni di origine orientale. Per questi sono visitabili diversi Mitrei (esempio quello di S.Clemente) ed anche il Santuario Siriaco al Gianicolo

Catacombe sono visitabili anche a Napoli.

All'alba del IV secolo grazie all'editto di Milano (313) la comunita potè costruire edifici pubblici di culto abbandonando il guscio protettivo delle case private :

I cristiani possono propagare la nuova fede sostenuti dall'imperatore Costantino. Sorgono basiliche dislocate in luoghi periferici, su terreni di proprietà imperiale. forse iniziò già nell'inverno 312 -313 la costruzione al Laterano della più antica basilica dedicata al S. Salvatore (odierno San Giovanni), cattedrale per il vescovo di Roma. Sorse la chiesa palatina dell'imperatrice madre Elena fondata tra il 326-328: Santa Croce in Gerusalemme che appunto conserva una reliquia della Vera Croce proveniente da Gerusalemme.

Il primo imperatore cristiano e la sua famiglia si prefissero infatti di erigere nella capitale tutti gli edifici occorrenti alla comunità cristiana di Roma e alla corte arredandoli sontuosamente e fornendoli dei mezzi per adempiere la loro funzione.

La nascita delle diaconie (VI secolo): la chiesa soccorre non solo le anime ma anche i fedeli bisognosi. Nascono dei centri assistenziali, le diaconie, dove vengono distribuiti dei viveri. Inizialmente (già dal V secolo) una sede era stata istituita nella residenza pontificia del Laterano. I viveri: grano, vino, formaggi, verdure, lardo, carne, olio, pesce, venivano distribuiti il primo giorno di ogni mese. Furono inoltre create cucine mobili per assicurare minestre calde ai poveri e agli infermi.

Il Laterano, col tempo, divenne distante dalla zona densamente abitata della città e così furono aperti nuovi centri vicini all'abitato che gestivano anche ospizi per i pellegrini, i poveri e gli ammalati. Di questi antichi siti rimangono ancora oggi delle evidenze.

San Giorgio in Velabro: una delle piu' antiche e significative testimonianze dei luoghi di culto cristiano a Roma. Fondata da Papa Leone Il alla fine del VII secolo su una preesistente diaconia, presenta una pianta assai irregolare che testimonia che la fabbrica ha conosciuto varie trasformazioni succedutesi in diverse fasi storiche.

I templi pagani diventano cristiani:

Sant'Urbano alla Caffarella (permesso): situato all'interno del1'antico possedimento suburbano di Erode Attico, il tempio di eta' antonina venne cristianizzato, decorato e dedicato a S. Urbano nel periodo medioevale. Restaurato nel sec. XVII, giunge ai nostri giorni ben visibile nelle sue strutture.

Tempio di Portunus (permesso ): nel foro Boario, il tempio rettangolare del dio del porto fluviale noto con il nome di Tempio della fortuna Virile -raro esempio di architettura greco-italica d'età repubblicana -venne trasformato nel IX secolo nella chiesa di Santa Maria Egiziaca con resti di pitture medievali.

La nascita dello Stato della Chiesa ( VIII sec) : itinerari possibili nel Lazio

Nepi, Castel S. Elia, Sutri, Bomarzo (solo il paese), Amelia.

Oppure: Sutri, Bomarzo (solo il paese) , Amelia, Narni.

Oppure Nepi, Castel S. Elia, Sutri, VITERBO, Bomarzo (solo il paese).

oppure (Nepi), Sutri, Amelia, Narni,TERNI.


CRONOLOGIA

Sotto papa Gregorio Magno (590-604) "suddito" dell'Impero d'Oriente: prendono forma l'Italia Longobarda e l'Italia Bizantina (situazione politica, confini geografici, lotte e aspetti religiosi e culturali). Il DUCATO ROMANO Centumcetullae (CIVITAVECCHIA), Nomentum (MENTANA) e Tibur ( TIVOLI) le prime città del Lazio centrale e del nord ; ANAGNI, ALATRI, VEROLI, e MINTURNO le città del Sud.

La TUSCIA ROMANA venne a costituire la prima base territoriale del potere temporale della Chiesa.

Le conquiste di re Liutprando nei territori dell'Impero bizantino: Sutri, Narni, Sora,

Osimo, Ancona, BoIogna,Cesena, Ravenna e Classe (il porto di Ravenna).

La restituzione di SUTRI e territori adiacenti (728).

Nel 733 passa al papa la zona di GALLESE (VT) .

Liutprando occupa 4 importanti fortezze del Ducato di Spoleto: Ameria (AMELIA) , ORTE, BOMARZO e BLERA.

Trasimondo duca di Spoleto scappa e si rifugia a Roma presso il pontefice.

L''alleanza tra il papa Gregorio III e il duca di Spoleto contro Liutprando e la riconquista militare del Ducato grazie ai "Romani" che permettono a Trasimondo di rientrare a SPOLETO nel 740.

742 incontro a TERNI tra il nuovo papa Zaccaria e il re Liutprando per accordi di pace e restituzione delle 4 fortezze.

29-6- 744 incontro a PAVIA tra papa Zaccaria e il re dei Longobardi (a causa delle sue mire espansionistiche nell'Esarcato ravennate): restituzione di Ravenna.

Il re longobardo Rachis riprende la guerra contro i bizantini, pone assalto a Perugia, il papa interviene e salva la città. Rachis si ritira a Montecassino definitivamente.

744 papa Zaccaria ottiene NINFA e NORMA (LT). Il territorio di CECCANO sotto il potere papale poi indipendente nei secoli XI-XIV.

756 Donatio Pipini. Si dichiarano sotto la giurisdizione della Chiesa: RAVENNA, COMACCHIO, il territorio da FORLI' a nord fino a JESI e SINIGALLIA.

Desiderio promette di restituire al papa: FAENZA, IMOLA, FERRARA, ANCONA, , OSIMO e NUMANA.

781 il Patrimonio di Pietro perde TERRACINA ma acquista il territorio della Sabina con Rieti

787 accrescimento della Tuscia Romana: VITERBO, SOANA, ORVlETO, Rosellae (GROSSETO) e Populonia (PIOMBINO); tutta la riva sinistra. del Liri, SOIA e ARPINO (FR); AQUINO (FR), TEANO, CAPUA. Papa Adriano non riusci' ad impossessarsi effettivamente di queste ultime città ad eccezione di CEPIANO nel frusinate.

817 privilegio di Ludovico il Pio in cui si confermano i diritti della Chiesa sui territori italiani su cui il papa aveva gia' sovranità seppur onoraria.

962 privilegio di Ottone I.

1051 la città di BENEVENTO diviene un possedimento pontificio.

in collaborazione con Romana Mirabilia per il testo, con Arsantiqva per le monete, foto Alpav

 




evidenze romane nel centro storico di Tivoli (foto ap 2014)
Nell'antica Tibur il Cristianesimo si diffuse già all'epoca di Nerone


resti romani nei sotterranei del Laterano (foto ap 2012)



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