www.storia-riferimenti.org

cronologie e documentazione  


PORTE IN BRONZO NEL MEDIOEVO
ed altri grandi manufatti nello stesso metallo


Nel contesto della Roma imperiale in qualche occasione si realizzavano porte bronzee. Le tecniche note ovviamente continuarono ad essere utilizzate a Costantinopoli ma anche altrove. Per alcuni impulsi nel periodo di Carlo Magno furono attive poche botteghe in alcune città dell'occidente (ad Aquisgrana, a Pisa, nella valle della Mosa, nella zona di Goslar ecc.). In periodo medievale le officine (spesso organizzate in monasteri e simili) che producevano bronzi di diverso tipo facevano spesso riferimento al testo di Teofilo denominato "La Diversarum artium schedula". Capitava pure che taluni importanti battenti fossero realizzati nella complessa lega dell'Oricalco.

Qualche volta le più pregiate porte in bronzo erano firmate (nel duomo di Magonza, nella chiesa di Santa Maria di Novgorod, nel duomo di Ravello, nel mausoleo di Canosa ecc). Ad esempio nel duomo di Monreale i battenti in bronzo sono firmati da "Bonanno civis pisanus" ovvero dallo stesso artista che realizzò la porta di San Ranieri a Pisa. Non raramente sono citati pure i donatori.
Nell'Italia meridionale si annoverano comunque diversi manufatti in bronzo realizzati a Costantinopoli o da artisti collegati a quella tradizione (Amalfi, Atrani, Salerno, ecc.). In quest'ultimo ambito culturale le porte "ageminate" di San Marco a Venezia hanno alcune loro peculiarità. Le cronache riportano che, nel 1065, l'abate Desiderio di Montecassino fu impressionato dalle porte di Amalfi e provvide ad ordinarne di analoghe. Sovente questi manufatti, con i soggetti rappresentati nei pannelli, avevano funzioni didattiche, simboliche e liturgiche. A quanto sembra le officine della valle della Mosa realizzarono spesso altre grandi opere in bronzo (una di queste potrebbe essere il grande "candelabro Trivulzio" nel duomo di Milano). Opera da ricordare è comunque il fonte battesimale di Renier de Huy nella chiesa di San Bartolomeo a Liegi. L'arte "mosana", attiva sin dai tempi dei merovingi nella valle della Mosa in diversi settori, ha lasciato un certo numero di squisiti prodotti in metallo. Diversi dei manufatti in bronzo di cui si ha qualche notizia per la loro eccellenza (in Francia ecc.) non esistono più.  


particolare della porta bronzea del Duomo dell'Assunta di Hildesheim (anno 1015 circa)


battente nel tempietto Beomondo, Canosa di Puglia
realizzata da Rogerio nel 1111 circa


porta bronzea duomo Ravello
opera di Barisano da Trani che lavorò anche alla porta del duomo della sua città


simpatico particolare della porta della chiesa di San Zeno a Verona
opera di artista tedesco


porta bronzea duomo di Troia in Puglia
opera di Oderisio da Benevento (1119)


 particolari della porta di San Paolo fuori le Mura (Roma)
Si compone di 54 pannelli e fu realizzata da maestranze bizantine




il fonte battesimale in bronzo nella collegiata di San Bartolomeo a Liegi,
opera probabile di Renier de Huy, foto di Jean-Pol Grandmont (wikipedia)
Il bronzo è una delle opere d'arte più significative del Belgio.
Il bel pezzo era anticamente nella piccola chiesa di Notre-Dame-aux-Fonts.
L'arte mosana fu eccellente anche nell'oreficeria. Per farsi un'idea è
consigliabile visionare il web dedicato a "LE TRÉSOR D'OIGNIES" (fondazione re Baldovino).





Milano, grande candelabro del Duomo. La provenienza
dalla valle della Mosa è una di quelle ipotizzate.
Potrebbe anche essere di produzione parigina.
In S.Ambrogio(Mi) dall'anno mille circa c'è anche il famoso serpente di cui si sa poco.
Un grande candelabro a sette bracci è ad Essen.



Goslar. Grande altare in bronzo detto di "Krodo"
Bassa Sassonia, tardo XI. Sarebbe proveniente
dalla Bassa Sassonia anche un acquamanile(Palagi) conservato a Bologna.

 

index