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cronologie e documentazione

Pompei, nuove possibilitā nella cittā sepolta

Come è noto non tutti i siti di Pompei sono accessibili al pubblico dei turisti e forse da certi punti di vista è quasi  meglio. Ogni tanto c'è però qualche nuova possibilità per chi vuole approfondire la conoscenza di questa importante area archeologica. Dal giugno 2010, pagando un ticket aggiuntivo, è stato possibile visitare due interessanti domus in via dell'Abbondanza, una delle strade più interessanti di Pompei che fu in buona parte scavata da Vittorio Spinazzola fra il 1910 ed il 1923. Tale nuova possibilitā riguardava anche le domus dei Casti Amanti e di Giulio Polibio.

La situazione è però in continuo aggiornamento. Per via di restauri e nuove situazioni organizzative. Il rinnovato interesse per gli scavi di Pompei consente anche nuovi percorsi. Fra le aperture recenti sono da segnalare: la domus di Marco Lucrezio Frontone, quella detta di "Romolo e Remo" e poi quella di Tittolemo. Infine gli affreschi di Moregine, un luogo nei pressi del fiume Sarno, hanno finalmente trovato sistemazione in alcuni ambienti della Palestra Grande. Erano stati scoperti nel 1959 ma si sono visti solo in occasione di qualche mostra.


restauri agli affreschi della Villa dei Misteri (foto uff stampa Ministero Beni Culturali/turismo)
la notevole villa fu scoperta nel 1909-1910 ed aperta alle visite negli anni trenta

Nel marzo 2015, dopo due anni circa di lavori, č stata riaperta al pubblico la notevole Villa dei Misteri e prosegue l'impegno per un articolato ciclo di restauri. A dicembre 2015 sono infatti riaperte al pubblico: la bottega dei tintori, le case del Criptoportico, di Paquio Proculo, del Sacerdos Amandus, di Fabius o di Amandius e dell'Efebo ecc.


Pompei un tratto di via dell'Abbondanza, foto ufficio stampa Civita

 

DOMUS DEI CASTI AMANTI

L'edificio oltre ad essere destinato ad abitazione era utilizzato anche come panificio e prende la richiamata denominazione per via di un affresco. Alla stessa insula attengono anche la c.d. Casa dei Pittori ed altri spazi.


affresco domus Casti Amanti, foto ufficio stampa Civita

 


affresco domus Casti Amanti, foto ufficio stampa Civita

 


forno della grande insula, foto ufficio stampa Civita


DOMUS DI GIULIO POLIBIO

La prestigiosa e grande dimora appartenne ad un ricco liberto, probabilmente interessato alla carriera politica come appare da alcune iscrizioni. Similmente ad altre domus pompeiane, questa casa era suddivisa in varie parti: atrio, cucina, impluvium, peristilio, alcune stanze (nell'ultima fu rinvenuto un nucleo familiare). Nel 1977 in un ambiente della domus furono rinvenuti diversi splendidi oggetti in bronzo.


affreschi della ricca dimora del liberto, foto ufficio stampa Civita

 


domus di Polibio, ricostruzione degli arredi, foto ufficio stampa Civita

 



nell'ottocento le nuove scoperte a Pompei erano raccontate con interessanti incisioni
C'era spesso anche l'entusiasmo di molti artisti per gli scavi che venivano gradualmente effettuati.
A parte i pittori francesi, tedeschi, inglesi ecc. che inserivano Pompei nel c.d. Grand Tour, ebbe gran
successo il dipinto "gli ultimi giorni di Pompei" del russo Karl Pavlovic Brjullov


altra incisione ottocentesca: ingresso a Pompei (talora erano ammessi i soli visitatori di riguardo)
 Nel 1844 il prolungamento della linea ferroviaria Napoli-Portici previde una fermata anche a Pompei/scavi

 

 

 

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