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cronologie e documenti
PISANI IN SARDEGNA ED IN CORSICA
storia ed eredità artistica: l'esempio di Saccargia
Nella fase finale della vicenda dei giudicati
(entità autonome che si erano costituite già dall'inizio del medioevo) si
crearono in Sardegna le condizioni (*) per la presenza sull'isola di Genovesi, Aragonesi e
Pisani.
Questi ultimi, inizialmente grazie ad una bolla papale dell'XI
secolo che investiva il Vescovo di Pisa ,
sostanzialmente occuparono anche la Corsica (**) fino a quando i genovesi, dopo la
battaglia della Meloria nel 1284, non presero il sopravvento sui toscani.
Similmente in Sardegna i pisani- nel 1324- perdettero ogni
ruolo quando gli Aragonesi furono più forti. L'interesse di queste "potenze" esterne era
ovviamente collegato al
fatto che le due isole avevano una posizione strategica per i traffici
commerciali (inclusi quelli delle spezie) ed il controllo del Mediterraneo.
Nonostante le situazioni successive alla
decadenza di Pisa, parte importante dell'arte medievale delle due isole risente
comunque degli influssi artistici della cittą toscana.

Trinitą Aregno, Corsica,foto Pinpin, wikipedia
In Corsica sono riconducibili allo stile
romanico- pisano un gruppo di edifici in genere religiosi:
San
Michele a Murato, la Santissima Trinità di Aregno, la Canonica
di
Lucciana nei pressi dell'antica Mariana ecc.
Poco più numerose sono invece le costruzioni
di epoca pisana in Sardegna: a parte resti di fortificazioni a Cagliari
ed Oristano, sono da citare diverse chiese ma per queste rinviamo ai link in
basso. Le tre foto di seguito riguardano invece la chiesa della
Santissima Trinitą di Saccargia che, benchè largamente restaurata, è di grande
interesse. La basilica, non distante da Olbia e Sassari, fu completata fra il
1116 ed il 1120. Poco dopo fu affidata ai Camaldolesi che avevano un
monastero del quale residuano pochi resti. All'interno sono visibili
interessanti
affreschi
che risentono dello stile bizantino (il
dipinto principale "Cristo in gloria fra angeli e Santi" sarebbe tuttavia
attribuibile ad un pittore facilmente pisano).
Dopo un lungo abbandono
l'edificio è stato restaurato con diversi interventi, non tutti felici
secondo i critici, iniziati fin dagli ultimi anni del XIX.

aspetto della chiesa di Saccargio come restaurato, © foto
elisalocci-dreamstime

la facciata della chiesa, © foto elisalocci-dreamstime

visuale abbazia Saccarcia, © foto elisalocci-dreamstime

ambone (opera di Maestro Guglielmo) già a Pisa ora ubicato nel duomo di Cagliari,foto ap
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(*) uno
dei motivi dell'intervento delle potenze marinare fu, negli anni
1015-1016, il tentativo dei saraceni delle isole Baleari di
impadronirsi della Sardegna. Inizialmente i genovesi controllavano la
zona del Logoduro ed i porti di Torres ed Alghero mentre i pisani
erano presenti in Gallura e nel Cagliaritano. I Giudicati sardi,
creatisi alla fine del periodo bizantino, erano quelli di Cagliari,
Arborea, Torres/Logoduro e Gallura. Il rapporto con le repubbliche
prevedeva anche dei diritti terrieri (detti donnicalie) a
favore dell'Opera del Duomo di Pisa ovvero della Cattedrale di Genova; (**)
in Corsica dopo le presenze di alcuni nobili lucchesi, di Adalberto II
d'Ivrea e dei suoi discendenti ecc. si era creata una situazione
incerta e pertanto sia papa Gregorio VII sia papa Urbano II, sulla
base di incerti diritti risalenti all'epoca di Carlo Magno, affidarono
l'isola ai vescovi di Pisa; |
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stile pisano: Sardegna |
Sant'Antioco di Bisarcio, Ozieri |
San Pietro, Bulzi |
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