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IULIA DOMNA ED ALTRE DONNE AI TEMPI DELLA DINASTIA DEI SEVERI

 


moneta coniata in onore di Julia Domna

Dopo le ultime battute della dinastia degli Antonini e la breve apparizione - come imperatore di Pertinace- si affermò nella storia romana Lucio Settimio Severo (nato a Leptis Magna, nell'attuale Libia) che- diventando imperatore nel 193- fu il capostipite di una dinastia che- salvo la brevissima pausa di Macrino fra il 217 ed il 218- resse le sorti di Roma fino al 235.


arco di Settimio Severo a Roma- foto © Wh Chow -dreamstime

Lo status delle donne romane alla fine del II secolo ed all'inizio del III secolo-anche per via di alcuni importanti esempi- non era ovviamente più quello delle antiche tradizioni. Le matrone in genere avevano un discreto livello culturale ed una discreta autonomia. Contestualmente i principi del Cristianesimo iniziavano ad avere i loro graduali effetti in alcuni ambienti della società del tempo e presto sarebbero stati riscoperti alcuni valori. La situazione del periodo era articolata, il clima era abbastanza multireligioso e gli avvenimenti quindi di segni differenti. Per fare qualche esempio: l'imperatore Eliogabalo istituì il Senaculum Mulierum (il senato delle donne) sul colle del Quirinale e sposò con grande scandalo la vergine vestale Aquilia Severa mentre era ancora recente il ricordo di tre vestali (Aurelia Severa, Clodia Laeta e Pomponia Rufina) che -per punizione dell'ipocrita Caracalla- erano state sepolte vive. Negli ambienti cristiani-all'epoca di papa Urbano I (222-230)- invece Santa Cecilia induceva il marito Valeriano alla castità.

A livello elevato alcune situazioni della dinastia dei Severi comunque consentirono alle donne della famiglia di avere un certo ruolo. Ovviamente la più ricordata è Iulia Domna, seconda moglie dell'imperatore Settimio Severo (vedovo di Paccia Marciana).

Giulia era nata ad Emesa (ora Homs in Siria) dove il padre era noto in quanto grande sacerdote del culto locale per la divinità El-Gabal. Sorella di Domna era Giulia Mesa che- tempo dopo- si trovò ad essere la nonna di Eliogabalo (imperatore dal 218 al 222) e di Alessandro Severo (ultimo esponente della dinastia, imperatore dal 222 al 235). Giulia Mesa infatti aveva sposato il nobile Avito avendo come figlie Giulia Somea (futura madre di Eliogabalo) e Giulia Mamea (futura madre di Alessandro Severo).

Comunque Iulia Domna sposò Settimio Severo mentre questo era ancora pro-console nella Gallia Lugdunensis. Ben presto ebbero due figli maschi: Caracalla (poi imperatore dal 211 al 217) e Geta (co-imperatore con il padre e poi con il fratello). Quando Settimio divenne imperatore fu dichiarata augusta ma poi- per le sue frequenti presenze in zona di guerra- fu anche proclamata "mater castrorum ".


Julia Domna e Settimio Severo in un rilievo dell'Arco degli Argentari
a Roma nei pressi della chiesa di S.Giorgio al Velabro-foto alpav 2011
I due coniugi sono ricordati anche in un marmo di Leptis Magna, ora a Tripoli
ed in un dipinto conservato a Berlino



altri particolari dell'Arco degli Argentari (foto alpav 2011). Sul monumento in tempi appena successivi- per via della damnatio memoriae- fu cancellato ogni riferimento a Geta ed a Plautilla rispettivamente fratello e moglie di Caracalla. Quest'ultimo infatti uccise Geta (dicembre 211) per l'inevitabile situazione di conflitto ed esiliò la moglie poco prima celebratissima.

Julia Domna fu sempre vicina al marito avendone influenza ma preferì allontanarsi dalla corte e dedicarsi ai suoi studi quando i suoi rapporti con il prefetto del pretorio Plauziano (padre di Plautilla, giovane sposa di Caracalla) divennero complicati. D'altra parte era una matrona docta ed amava anche la filosofia. Tornò a dedicarsi alla cosa pubblica quando- come imperatore- fu il turno del figlio Caracalla che, dopo aver ucciso il fratello Geta, compì molti delitti (fra l'altro- nel 212- costrinse al suicidio Annia Cornificia Faustina Minore, surperstite figlia dell'imperatore Marco Aurelio che forse aveva avuto una relazione con Pertinace).


resti dei c.d Castra Albana dove Settimio Severo
spostò la famosa II Legio Parthica, decisiva in molti eventi del periodo
I legionari furono eccezionalmente autorizzati ad avere le loro donne
L'imperatore comunque era stato già elastico circa il conubium dei militari.
Da tale particolare insediamento si sviluppò Albano Laziale



Giulia Domna, all'epoca di Caracalla, ebbe comunque degli incarichi ufficiali e probabilmente seppe ben consigliare il figlio in alcune questioni. Essendo lei di origini provinciali non andrebbe neanche escluso che abbia avuto un suo peso nell'emanazione della " Constitutio Antoniniana " che anche per importanti motivi fiscali concedeva la cittadinanza anche ai provinciali che non ne avevano già beneficiato.  Poco dopo l'uccisione del figlio (nel 217 a Carrhae, in Turchia), Giulia si ritirò ad Antiochia di Siria dove si fece morire praticamente di inedia.

moneta dedicata a Plautilla moglie giovanissima di Caracalla
Divorziò anche perchè figlia di Plauziano (poi ucciso dal marito)
Fu esiliata a Lipari dove morì nel 212

Ma Macrino fu imperatore solo per pochi mesi. I complotti della sorella di Domna ovvero Giulia Mesa e delle sue figlie (sebbene esiliate in Siria) ebbero qualche effetto. Fra l'altro fecero girare la notizia che il giovane figlio di Giulia Somea (ovvero Sesto Vario Avito Bassiano) fosse figlio naturale di Caracalla. Fu così che alcuni generali appoggiarono le donne siriane ed alla fine ebbero la meglio su Macrino. Il nuovo imperatore però preferì farsi chiamare ufficiosamente Eliogabalo perchè durante il suo soggiorno ad Antiochia, similmente al nonno materno, era stato nominato Grande Sacerdote del Dio Sole (El-Gabal). Questa religione a Roma aveva già un qualche seguito ma Eliogabalo si creò parecchie inimicizie nel tentantivo di imporre tale divinità a livello ufficiale. A quel punto la nonna Giulia Mesa, preoccupata dalla situazione e da altri numerosi comportamenti eccentrici, convinse Eliogabalo affinchè prendesse come figlio adottivo il più equilibrato cugino Alessiano (Alessandro Severo) figlio di Giulia Manea. L'intento era quello di associare -come Cesare- Alessandro Severo nella gestione imperiale, ma dopo poco tempo Eliogabalo si ingelosì del favore che- in ambito militare- aveva il figlio/cugino.  In un'occasione la situazione gli sfuggì di mano, i soldati infatti acclamarono entusiasticamente Alessandro Severo ed alla fine aggredirono lui e la madre Giulia Somea. Si narra che i loro corpi finirono nel Tevere.


Iulia Soemia -in una moneta del tempo -
a differenza della zia, della madre e della sorella
non fu insignita del titolo onorifico di "mater Senatus et Patriae"

Il 13 marzo 222  il nuovo imperatore fu quindi Alessandro Severo. Ma era giovanissimo e quindi furono rilevanti i ruoli della nonna Giulia Mesa e della madre Giulia Mamea. Quest'ultima fu presto acclamata " consors imperii ". L'impero di Alessandro durò fino al marzo 235 quando rimase ucciso, insieme alla madre, a Mogontiacum (Magonza) per un complotto di militari. Secondo alcune ipotesi la tragica vicenda si sarebbe svolta in luogo corrispondente all'attuale distretto di Mainz-Bretzenheim. Gli successe un generale (Massimo Trace), ma nel 238 il nuovo imperatore Gordiano III si preoccupò di divinizzarlo. Alessandro Severo infine sarebbe stato sepolto, sempre con la madre, in un mausoleo a Roma (il c.d. Monte del Grano). Infatti non ci sono sicurezze sul fatto che il bel sarcofago qui trovato si riferisca proprio ai due personaggi.


particolare di statua dedicata a Sallustia Orbiana
moglie dell'imperatore Alessandro Severo poi esiliata
 in Libia anche perchè figlia di un personaggio caduto in disgrazia.
La sua bellezza è evidenziata in una statua ora nei Musei Vaticani




 


 

 

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