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cronologie e documentazione

 

Cola di Rienzo, tribuno e senatore romano


monumento in Campidoglio in memoria di Cola di Rienzo


Alla morte di Bonifacio VIII, avvenuta l'11 ottobre del 1303 ed a seguito dei contrasti avvenuti tra il pontefice e Filippo IV il Bello re di Francia (culminati con il celebre episodio dello schiaffo di Anagni ), il Conclave -nuovamente convocato dopo il brevissimo papato di Benedetto XI- scelse come papa l'arcivescovo di Bordeaux Bertrand de Got, estraneo al Sacro Collegio, che prese il nome di Clemente V. Quest'ultimo, come noto,  nel 1305 trasferì la sede del papato ad Avignone.

Durante il periodo della "cattività avignonese", Roma che con il Giubileo del 1300 aveva conosciuto una certa prosperità economica dovuta all'afflusso dei pellegrini, decadde, anche a seguito della partenza della Curia pontificia per Avignone e si spopolò riducendosi a qualche decina di migliaia di abitanti, la cui esistenza era anche complicata da disordini continui, non frenati da alcuna autorità capace di imporsi alle nobili famiglie romane.

Fu in tale contesto dell'Urbe che- nel 1313 o 1314- nacque a Roma Nicola Gabrini detto poi Cola di Rienzo, di modeste origini (il padre aveva una taverna).

Cola visse i suoi primi anni in Anagni lavorando anche come contadino. Successivamente si dette agli studi divenendo notaio a Roma dove era anche apprezzato per le sue capacità oratorie. Qui lo studio dei classici, la vista delle antiche rovine e gli ideali religiosi di riforma, in contrasto con la decadenza e la miseria della città abbandonata dai papi, lo indussero alla convinzione di avere una qualche missione da compiere.

In occasione dell'elezione di Clemente VI nel 1342 , Cola fu inviato ad Avignone come componente una delegazione di romani. Ed in tale circostanza  espose la critica situazione della città a quel tempo interessata dai disordini provocati dalle lotte tra le diverse fazioni nobiliari nonostante l'ansia di pace e tranquillità del popolo. Con l'occasione invocò altresì la ripetizione del Giubileo per il 1350, al fine anche di rivitalizzare l'economia romana. Ad Avignone comunque Cola incontrò e divenne amico del Petrarca con l'effetto di rinsaldare il proposito di restaurare l'antica repubblica romana.




le chiese dell'Aventino e quella di S.Angelo in Pescheria (al portico d'Ottavio)
furono spesso luogo di riunioni preparatorie di Cola (foto ap ed illustrazione wiki)

Tornato a Roma nel 1344, investito dal pontefice con il titolo di notaio della Camera Urbana,  Cola si giovò presto del favore del popolo presentandosi alcune volte in pubblico (una volta in occasione dell'incendio del palazzo del Laterano) e tenendo riunioni in diversi luoghi.

Dopo un pò organizzò una congiura antinobiliare facendosi eleggere tribuno di una nuova repubblica il 20 maggio 1347 con il titolo solenne di "Nicolaus severus et Clemens, libertatis, pacis,iustitiaquae tribunus et Sacrae Romanae Reipublicae liberator ".  Ed inizialmente il lontano pontefice di Avignone non aveva percepito quello che stava realmente accadendo a Roma. Fino a poco prima Cola di Rienzo era infatti un funzionario papale. Fecero comunque impressione le modalità con le quali il personaggio si fece incoronare "cavaliere" nella basilica di S.Maria Maggiore.


Il nuovo governo romano riuscì ad estendere la propria autorità a nord sino a Viterbo ed a sud fino a Fondi ed attuò diversi equi provvedimenti di legge anche con diverse innovazioni. E nel contempo si prospettava per Roma un rinnovato ampio dominio nell'ambito di un'unione nazionale. Talora con l'appoggio di Petrarca con il quale Cola di Rienzo intratteneva una discreta corrispondenza.


porta Tiburtina/San Lorenzo in un'antica stampa-fonte wiki
in tale zona le milizie di Cola di Rienzo il 20 novembre 1347
sconfissero i soldati dei baroni romani e rimasero uccisi alcuni
esponenti della famiglia Colonna

Le opposizioni ai suoi progetti furono presto numerose a Roma e ad Avignone. Lo stesso papa  alla fine incaricò il cardinale Bernardo di Deux di emargirnarlo. Le milizie di Cola di Rienzo- fra l'altro- si impegnarono nell'assedio di Marino  e poi si trovarono a combattere la vittoriosa battaglia di Porta San Lorenzo. Cola però perdette velocemente tutti gli appoggi che aveva avuto e decise di abbandonare il Campidoglio. Perseguitato anche da una scomunica, fuggì prima in Castel S.Angelo, meditando anche di rifugiarsi a Napoli ma alla fine si sistemò presso una comunità di frati in Abruzzo.


il suggestivo eremo celestiniano di Santo Spirito (Roccamorice-provincia di Pescara)
dove Cola di Rienzo si rifugiò per un pò di tempo -foto cortesia Abruzzo Promozione Turismo

Dopo questa pausa di riflessione fra le montagne della Maiella, nel 1350 Cola si recò a Praga presso l'imperatore Carlo IV per esporgli alcuni suoi progetti megalomani e le tesi di un eremita suo amico, ma fu fatto arrestare e poco dopo condotto ad Avignone dove, anche per intervento del Petrarca, riuscì a sfuggire al rogo (e può darsi che l'accusa di eresia apparve eccessiva allo stesso pontefice).

Successivamente nel 1352 il nuovo papa Innocenzo IV, succeduto a Clemente VI, lo liberò rimandandolo in Italia nel settembre 1353 con l'intento di ristabilire, anche suo tramite, l'autorità del Papato sull'Urbe caduta nuovamente in preda alle lotte tra le tante fazioni nobiliari. Il progetto complessivo prevedeva un ruolo importante per il cardinale Albornoz e l'adozione della c.d.  "Costituzione Egidiana" nello Stato della Chiesa.

Cola, dopo aver raggiunto a Perugia il Cardinale Albornoz , rientrò- ora come Senatore - a Roma il 1 agosto 1354 e senza più dimostrare quelle capacità che prima gli avevano procurato il favore popolare, impose gradualmente (e forse suo malgrado) un governo dispotico ed autoritario, imponendo gabelle sulle derrate e sul sale. Contestualmente anche l'Arbonoz prese probabilmente le distanze dal senatore.

La situazione romana era inevitabilmente diversa da quella di anni prima. Fu facile quindi per i nobili suscitare un tumulto popolare contro Cola, durante il quale, mentre tentava di fuggire travestito, fu riconosciuto ed assassinato ai piedi del Palazzo Senatorio l'8 ottobre 1354. Secondo alcune cronache del 1400, il suo cadavere venne arso nel Mauseoleo di Augusto e le sue ceneri disperse.


In tempi ben successivi gli ideali repubblicani che in un primo momento avevano mosso le gesta di Cola di Rienzo ispirarono un discreto filone romantico che impegnò in varie epoche diversi scrittori (inclusi: Friedrich Engels, Gabriele d'Annunzio ecc.) ed anche il musicista Richard Wagner. Quest'ultimo compose l'opera Rienzi, l'ultimo dei tribuni, rappresentata la prima volta a Dresda nel 1840 con crescente successo (e fra gli ammiratori di tale opera vi fu notoriamente anche Adolf Hitler).

testo parzialmente tratto da un lavoro sull'argomento di Giulio Ippoliti


 

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