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i Papi di Avignone ed il Contado Vanessino

 

 nota integrativa : arte alla corte papale di Avignone

Lo spostamento del papato ad Avignone ovviamente motivò la costruzione e la decorazione di nuovi edifici. All'inizio i papi soggiornarono nel palazzo episcopale, ma Benedetto XII decise di costruire nello stesso luogo un palazzo fortificato che poi fu ampliato ed arricchito dai suoi successori (in particolare da Clemente VI).

Benedetto XII si avvalse dell'architetto Pierre Possoin. Gli ampiamenti furono invece sotto la direzione di Jean de Louvre. L'insieme è in stile gotico, ma ad Avignone decollò poco dopo il genere che viene denominato "internazionale" (o fiammeggiante).

Per le decorazioni del palazzo furono chiamati diversi artisti: alcuni della zona o della c.d "scuola di Avignone", ma anche il senese Simone Martini ed il viterbese Matteo Giovanetti. Simone Martini visse per diverso tempo nella città papale e vi morì nel 1344. Nel settore della scultura un esempio importante del gotico internazionale è costituito dal Monumento funebre al cardinale La Grange (non in perfette condizioni ed ora conservato in un museo). Fu poi attivo un bravo miniaturista non identificato, ma ricordato come il "maestro del codice di San Giorgio". Il palazzo papale era comunque frequentato anche da scrittori e poeti (esempio il Petrarca). Talora le opere erano inviate. Il Vasari riferisce ad esempio di alcuni dipinti che l'Orcagna spedì e che per un certo tempo furono nella cattedrale avignonese. Le necessità di libri ad Avignone era sostenuta, quindi anche le botteghe locali si organizzarono per un produzione più raffinata (alcuni volumi si trovano ancora ad Avignone, biblioteca comunale). Circolavano pure nuove idee per il semplice fatto che molti artisti si incontravano qui.


opera (sinopia) di Simone Martini  ad Avignone
l'artista fece amicizia con il Petrarca. Ill.ne da wikimedia

Delle opere di Simone Martini sono rimaste alcune sinopie e qualche piccolo affresco nella chiesa di Notre Dame Des Doms. Alcuni residui ma più ampi affreschi di Matteo Giovanetti sono invece visibili nel Palazzo Papale ma anche nella Certosa di Villeneuve lez Avignon che era stata in buona parte costruita  dal cardinale Etienne Aubert prima che diventasse papa con il nome di Innocenzo VI.


diversi artisti, affresco Camera del Cervo-foto © Ph.Bar-(Avignon-tourisme)


dettaglio di affresco -foto © Nicolas Bryant (Avignon-tourisme)


dettaglio attribuito a Giovannetti nella Sala delle Udienze

Dei diversi affreschi eseguiti-nel palazzo papale- da Giovanetti restano visibili quelli delle cappelle dedicate a Saint Martial ed a Saint Jan. Ed infine il solo affresco dei "profeti " nella sala della Grande Udienza. L'artista viterbese si fermò ad Avignone per un periodo molto lungo dal 1343 al 1367 ed ebbe anche l'incarico di coordinare altri artisti italiani o francesi. Quindi i dipinti della Camera del Cervo e della Camera Papale (Guardaroba) sono spesso frutto di un impegno di squadra. Diverse opere sono rimaste distrutte quando Avignone fu travolta da alcune intemperanze della Rivoluzione Francese.




Importante fu anche l'impegno di Matteo Giovanetti anche nella Chartreuse Notre Dame du Val de Bénédiction a Villeneuve. Gli affreschi sono visibili in una grande cappella non distante dal chiostro principale ed attengono alcuni santi (Zaccaria, Elisabetta ecc.).


 veduta di Villeneuve lez Avignon (certosa e castello)

 


Giovannetti: affresco "circoncisione di San Giovanni Battista"
Certosa di
 Villeneuve lez Avignon-foto Rvalette/wikimedia


Non mancano palazzi cardinalizi e chiese. Tuttavia molte delle opere realizzate in quel periodo storico sono ora conservate in musei. Ad Avignone è notevole il Musee du Petit Palais (un tempo sede arcivescovile) mentre a Villeneuve va visitato il Musee Pierre de Luxembourg ospitato in quello che era il palazzo del cardinale italiano Annibale de Ceccano. Le opere che vi sono esposte provengono dalla Certosa e da chiese del circondario. Fra queste va segnalata una pittura di Enguerrand Quarton (incoronazione della Vergine).

Solo qualche rudere è rimasto infine del palazzo fortificato di Sorgues che era stato affrescato prevalentemente da pittori francesi ed inglesi.

 



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