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piccola collezione numismatica di un contemporaneo

 

IL RITROVAMENTO DEL 1794 A CASCIA

 

L'articolo "le monete dell'abate pubblicato in queste stesse pagine, fu redatto sulla rivista Diorama dell'estate 1983 dallo stesso appassionato studioso(*) che nel 1987 ha pubblicato, per la collana di studi dell'Accademia Spoletina, il volume " i bronzetti di Valle Fuino di Cascia conservati nei Musei Vaticani" (incluso nel catalogo delle pubblicazioni della Biblioteca Apostolica Vaticana).

Nel libro si ricostruiscono anche le vicende storiche collegate alla scoperta di numerosi importanti reperti. La vicenda ebbe inizio nel pomeriggio del 30 giugno 1794 quando nella zona di Cascia si verificò un violentissimo nubifragio che l'indomani consentì a quattro contadini di Colmottino di individuare, fra i rivoli dell'acqua piovana, diversi reperti archeologici. Nei giorni successivi furono molti i locali che si recarono nel luogo per cercare altri antichi manufatti finchè il Governatore di Cascia, Valentino Balducci, non decise di informare il Tesoriere Generale della Camera Apostolica che nominò un sovrintendente agli scavi.

Le antichità che furono ritrovate furono diverse e fra questi i bronzetti ora conservati nei Musei Vaticani (museo profano e museo gregoriano etrusco).

Come accennato nell'articolo precedente, l'incarico di esaminare i pezzi minori fu dato all'abate Giovanni Battista Bondacca che, oltre a studiare le monete ritrovate, si ricordò di quanto aveva scritto Plinio il Vecchio e classificò, fra i metalli informi, alcuni esemplari di aes rude.

Nella "storia naturale" di Plinio è infatti riportato: "Servius Rex primus signavit aes; antea rudi usos Romae Timaeus tradit. Signatum est nota Pecudum, unde et Pecunia appellata"

Ciò testimonia, secondo la relazione del Bondacca , che prima delle coniazioni effettuate dal quinto re di Roma- Servio Tullio-in Italia si usassero "grezzi metalli" . Bondacca riferì altresì che durante il regno di Servio fu poi coniato l'asse librale detto anche aes grave . Tale ultima moneta "assai grave ed incomoda" rimase in commercio per circa tre secoli per essere sostituita durante la prima guerra punica dall' asse sestentario .

Di un interessante esemplare di aes della Valle Fuino (un munno con il rovescio incuso ora conservato nel Medagliere Vaticano) scrisse sul periodico "memorie numismatiche" (1847) anche un tale Diamilla che fu poi coinvolto in vicende giudiziarie perchè accusato di aver sostituito con monete comuni diversi pezzi del medagliere vaticano.

Questo pezzo numismatico di Cascia, salvatosi da tutte le ruberie, fu probabilmente coniato in una città dell'Etruria meridionale intorno alla fine del IV secolo. La moneta ritrovata a Valle Fuino presenta sul diritto la testa di Giove barbata e laureata e sul rovescio il valore più alto , corrispondente a 100, della serie .

Un'altra moneta similare con valore 25 ed Atena-Gallo fu poi trovata ad Ancarano di Norcia a poca distanza da Cascia.

 

(nota a cura della redazione)

(*) lo studioso di cui riferiamo e' Luigi Bignami

 

 

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