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mondo antico: i luoghi dell'archeologia

 

 
EFESO

Efeso, detta in Turchia anche Selçuk , è una delle più note località archeologiche del Mediterraneo. In questo luogo si ebbero già dall'antichità numerose presenze (Ioni, Lidi, Persiani ecc.). Per un certo periodo vi regnò il famoso Creso. Dopo aver fatto anche parte del regno di Alessandro Magno, la città passò prima ai re di Pergamo e successivamente ai romani che ne fecero il capoluogo della provincia "Asia". Prima del periodo romano ad Efeso fu attiva una zecca che coniava particolarmente monete d'argento dove sovente erano riprodotte delle api.

 

la famosa biblioteca di Celso - foto Iride G. dir.ris.

Furono numerosi gli imperatori che vi costruirono monumenti ed edifici pubblici. Ma già nel 29 a.C. il proconsole Sesto Appuleio aveva fatto pavimentare tutte le strade urbane. La città ebbe abbastanza presto il titolo di neocoria (guardiana del tempio imperale). Intorno all'epoca di Augusto, Efeso aveva circa 200.000 abitanti ed era sicuramente una delle principali città dell'impero romano, dotata di buoni acquedotti (aqua Julia ed aqua Troessitica). Il suo massimo splendore si ebbe tuttavia all'epoca di Adriano. Pure rilevante dal punto di vista commerciale era il porto ora interrato. Con l'avvento del Cristianesimo divenne uno dei maggiori centri del nuovo pensiero. Fra l'altro ad Efeso ebbero luogo alcuni concilii e San Paolo vi soggiornò per alcuni anni. Alcuni ipotizzano che vi dimorò anche l'apostolo Giovanni e che tale circostanza sarebbe collegata al rinvenimento nel 1881 della casa di Maria nelle vicinanze della città. Efeso fu comunque fiorente per diversi secoli. Nel 262, nel 328 e poi nel 358-368 ci furono tuttavia dei brutti terremoti, e nel brutto 262 ci fu anche un assalto dei Goti. In tempi successivi Efeso fu sotto l'Impero d'Oriente (Bisanzio). Nel 655 fu poi gravemente saccheggiata dagli Arabi.


dettaglio dell'edificio "biblioteca di Celso", foto © Daniel Boiteau-dreamstime
La biblioteca fu costruita da Celso in onore del padre, grande personaggio di Efeso
Moltissimi volumi furono acquistati con uno specifico lascito

 


decorazioni nelle c.d case a terrazzo, foto Mg 1408-dreamstime

Buona parte degli scavi ad Efeso sono stati condotti da austriaci già dal 1895. Diversi pezzi furono inviati dal Sultano all'imperatore d'Austria ed a Vienna sono esposti fra l'altro delle belle  lastre marmoree probabilmente provenienti dal c.d. Monumento dei Parti (Partherdenkmal, Wien Museum Ephesos).

Sono di rilievo per i visitatori del sito archeologico: le costruzioni dedicate ad Artemide (incluso il poco che resta del famoso Artemisio), il Ginnasio, lo Stadio, le Terme di Costantino, la biblioteca di Celso, un monumento dedicato (pare) a S.Luca, l'Odeon, il tempio di Serapide e la c.d. via di Marmo che attraversa buona parte del sito archeologico. Rilevanti anche la piazza di Verulano, la chiesa di San Giovanni ed altri monumenti (alcuni forse collegati alla breve presenza dell'egiziana Cleopatra). In loco visitabile anche un museo.


interni di domus - foto Iride G. dir.ris.

interni  - foto © Iride G. dir.ris.

anfiteatro - foto © Iride G. dir.ris.

costruzione adrianea (ninfeo) - foto Iride G. dir.ris.


Efeso, particolare. Foto © Jon Borz-dreamstime

 

I famosi concili di Efeso (431 e 449 d.C) si svolsero nella chiesa di Santa Maria- costruita nel IV secolo-  ed i ruderi di questa sono vicini alle terme. A pochi chilometri dal recinto degli scavi è ubicata pure una chiesetta sorta sui ruderi di una dimora di Maria (vedi foto). Tali resti furono individuati alla fine dell'ottocento da un sacerdote sulla base di indicazioni date da una veggente tedesca.  Non distante dalla zona degli scavi di Efeso è ubicata infine una grotta detta dei "sette dormienti" che, secondo tradizioni e leggende che risalgono al III secolo, fu usata da alcuni giovani in contrasto con il potere romano dell'epoca. Efeso è una delle sette città citate nell'Apocalisse di Giovanni (o libro della Rivelazione).

 



 


porta di accesso all'anfiteatro (foto © Timurk)

 


castello e ruderi chiesa S.Giovanni


 

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