www.storia-riferimenti.org

mondo antico: i luoghi dell'archeologia

 

PALMIRA E SIRIA

i luoghi dell'archeologia e della storia

La prima civiltà -detta natufiana- presente in Siria si ebbe in zona chiamata Mureybet non distante dall'Eufrate. Con il passare dei secoli si formarono  i primi centri urbani in particolare nelle zone costiere - esempio Ugarit -ovvero lungo l'Eufrate ( a circa 80 km da Aleppo si ebbero in particolare due centri di cultura sumerica). Più tardi, tra il 2600 ed il 2300 a C, si ebbe il regno di Mari e poco dopo un regno che fissò la sua capitale nella famosa Ebla .

Regni, dinastie e civiltà poi si susseguirono  fino all'avvento di regni ittiti ed aramei (quest'ultima civiltà diede luogo alla lingua "aramaica" che fu utilizzata per moltissimo tempo).

Già in contatto od in contrasto con Fenici, Persiani ed altre popolazioni gli antichi siriani ebbero i primi rapporti con l'Occidente ai tempi dell'invasione parziale di Alessandro il Magno e con la fondazione di un regno ad opera di un generale macedone.


colonne a Palmyra - foto Claudio C. -dir.ris.


Palmyra, panorama area archeologica - foto Claudio C. -dir.ris.


Palmyra - foto Claudio C. -dir.ris.

Nel 63-65 a. C. la regione fu dichiarata provincia romana da Pompeo e solo Palmira ebbe una qualche autonomia. L'assorbimento di alcuni piccoli stati dell'area fu comunque progressivo e furono diversi anche gli aggiustamenti amministrativi decisi dai romani.

Ad un certo momento  le principali zone dell'area erano individuate come Siria Eufratense (Ierapoli ed altre città), Siria Salutare (Apamea ecc), Fenicia Libanense (Damasco ed altre). Erano confinanti altri distretti romani: Palestina, Arabia (con Bosra ecc.), Fenicia, Cilicia.

La Siria in genere beneficiò molto dei rapporti con i romani (nacquero qui anche alcuni imperatori) anche se in quel periodo subì alcuni terremoti devastanti come ad esempio quello del 115 d.C.. Ovviamente era anche una provincia di confine e la piazzaforte di Dura-Europos prossima all'Eufrate fu- per diversi anni- la punta più avanzata in oriente.

Palmira per molto tempo fu uno stato tributario anche per la sua importanza come centro carovaniero nel deserto. In un certo periodo ebbe anche una notevole estensione. Culturalmente Palmira era molto vicina alla civiltà romana ed ellenistica ma era anche molto aperta agli influssi del vicino mondo iranico. E questo peculiare equilibrio  è anche evidenziato dalle attuali evidenze archeologiche.

Data la situazione politica e militare che si era verificata intorno al 260 d.C. l'imperatore  Gallieno, succeduto a Valeriano, si rivolse al nobile Odenato di Palmira affinchè svolgesse il ruolo di " dux Romanorum, corrector e imperator " a difesa degli interessi di Palmira e Roma nella zona. Infatti Dura-Europos - per i romani Aurelia Antoniana Europaeorum- era caduta, i sassanidi scorazzavano in molte zone dell'oriente e della Siria, l'imperatore Valeriano era stato fatto prigioniero ed infine i commerci di Palmira erano molto ostacolati. Quindi gli interessi coincidevano.

Odenato si impegnò in numerose campagne militari ottenendo buoni successi ma ebbe anche l'idea di proclamarsi re. Alla sua morte (268 d.C.) la regina Zenobia perseverò nelle operazioni militari ma ad un certo punto irritò anche i romani. Nel 272 d.C. l'imperatore Aureliano si mosse per sistemare la situazione e nel 273  Palmira fu attaccata e Zenobia fu alla fine esiliata a Tivoli.

palmira, ruderi
 Palmira, sullo sfondo la c.d. valle delle tombe con le sue torri- foto © mirafilm -dreamstime
la torre funeraria più nota è quella di Giamblico, un filosofo

Dopo tali contrasti la città -diventata poco dopo sede vescovile- non fu abbandonata per motivi strategici ma perdette gradualmente la sua importanza. Nel IV secolo la città più importante della Siria romana fu infatti Antiochia, ora Antakya in Turchia. In periodo bizantino Palmira suscitò ancora l'interesse di Giustiniano ma alla fine- nell'anno 634- fu presa dagli arabi e cadde in rovina.

°°°

Durante la fase tarda del periodo romano ed all'inizio del medioevo in diverse località siriane si ebbe il particolare fenomeno degli eremiti stiliti (esempio San Simeone). In genere i fermenti cristiani agevolarono in Siria la costruzione di molti edifici. E fra questi vanno citati: la basilica di San Giovanni Battista a Damasco dove era prima ubicato il tempio di Zeus Damasceno, una chiesa a Resafa nel luogo dove era sepolto il martire Sergio, alcuni conventi nei pressi di Apamea (ed in quest'ultima zona furono prodotti splendidi mosaici).


Hama: le norie sull'Oronte, foto © Mirafilm-dreamstime; gli impianti idraulici sono
di antichissima tradizione. Nei pressi di Hama sono stati trovati splendidi mosaici del IV-V secolo
a
Tayibat al Imam  ed in una villa bizantina di Mariamin (le musicanti) vicino Homs
 

 


Apamea - mosaici in area museale foto Claudio C. -dir.ris.
Importanti sono i mosaici paleocristiani di Huarte, a circa 12 km da Apamea

 


Apamea, colonnato - foto Claudio C. -dir.ris.

Importante fu il ruolo della Siria anche in periodo bizantino e le evidenze sono rimaste numerose in diverse zone.


Sergiopoli(Resafa), basilica San Sergio (VI/VII secoli),foto ©  Dario Bajurin,dreamstime

Dopo l'invasione islamica, le Crociate hanno lasciato in questa zona numerosi interessanti monumenti: esempio, fra tanti, il Krak dei Cavalieri. Per motivi intuibili la Siria merita attenzione pure dal punto di vista della storia dell'arte . A Damasco ed altre località sono numerose le opere d'arte dovute alla fusione di diverse culture. Perfino nella citata Dura-Europos sono stati rinvenuti interessanti affreschi.

In Siria è comunque interessante anche un gruppo di insediamenti (impropriamente denominati "città  morte"/dead cities) in genere di epoca bizantina. Tali città sono ubicate a nord-ovest del paese sovente nei pressi di Aleppo o di Hama. Fra gli esempi più notevoli vanno citati i casi di Sergilla (Serjilla) e di Al-Bara, ma ci sono tanti altri siti del genere (Jerada, Ruweiha, Baoda, Shinshira ecc.) per un totale di diverse centinaia. Anche se ovviamente non tutti i luoghi sono come i principali, recentemente ai turisti sono proposti anche specifici itinerari sulle "città morte". Insomma in questo bel paese non c'è ovviamente solo Palmira (Palmyra).

Serjilla in Siria
ruderi nella città abbandonata di Serjilla-foto © Olga Kolos, dreamstime

 

vedi: ulteriori foto di Palmira



conio in argento,  foto cortesia Milivoj- Zagreb

A parte Zenobia, altra famosa donna nata in Siria (Emesa, Homs) intorno al 170 fu Giulia Domna. Il padre era un gran sacerdote della divinità solare siriaca. Divenuta adulta, Julia sposò Lucio Settimio Severo (imperatore romano dal 193 al 211) e per la sua personalità ebbe particolari onori (incluse alcune monetazioni come nella foto). Dal matrimonio nacquero Geta e Caracalla (quest'ultimo imperatore dal 211). Per l'ascesa al potere Caracalla uccise il fratello inizialmente co-imperatore. Durante il regno di Caracalla, Giulia Domna ebbe un discreto potere. Morì nel 217 ad Antiochia (all'epoca capoluogo della provincia siriana) dopo aver appreso della fine cruenta di Caracalla.

Relativamente alla storia romana della Siria va anche riferita la tentata rivolta del governatore Pescennio Nigro che nella primavera del 193 d.C. tentò di sostituirsi all'imperatore. Tale ribellione occasionò poi la suddivisione della provincia siriana.



 

Krak dei cavalieri

Damasco

monachesimo Siria ecc.

come evidente dalla consultazione complessiva i motivi di un viaggio a Palmira ed in Siria alla fine sono ben tanti

 

index

°°°