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mondo antico: i luoghi dell'archeologia

 

METAPONTO
 

L'antica città della Magna Grecia fu probabilmente fondata nell'ottavo secolo a.C. da gruppi di Achei del Peloponneso. C'è tuttavia la tradizione, tramandata da Strabone, che il centro sia stato inizialmente costituito da reduci della guerra di Troia. I nuovi arrivati comunque convissero e si scontrarono anche con le popolazioni locali degli Enotri. Nella fase più antica della zona c'era anche un abitato importante nel luogo ora designato come area archeologica "dell'Incoronata-San Teodoro ".

La città di Metaponto ebbe nei tempi migliori una grossa espansione commerciale e sovente sulle monete locali era riprodotta la spiga di grano in omaggio ad una delle attività principali della zona.


dracma di Metaponto, illustrazione da wikipedia

Il luogo, in un periodo remoto della sua storia, veniva talora chiamato Metabos in collegamento ad una leggenda e da qui la successiva evoluzione della denominazione.


bella opera del pittore di Pisticci ora al Museo del Louvre
foto da wikipedia (Jastrow)

Importanti furono nella zona dell'antica Metaponto la produzione di ceramiche. Fra gli antichi artisti vanno ricordati il "pittore di Pisticci" (Pisticci è una località poco distante) e diversi seguaci della sua scuola ( il "pittore di Amycos" ed altri). Nel 2011 a Potenza  è stata allestita una mostra con due bei vasi di Amykos che, sulla base di erronei presupposti, erano stati acquisiti dal Museum of Fine Arts di Boston. Molte opere dei citati artisti sono comunque nei maggiori musei grazie ad acquisizioni non recenti.
Nel metapontino ebbe pure rilievo la lavorazione di bronzi talora figurati. Evidenze interessanti della produzione ceramica sono state rinvenute in località "Incoronata". Molti vasi del pittore di Pisticci sono stati invece trovati in località Cammarelle.

Metaponto, nel periodo di massimo splendore, ebbe modo di ospitare Pitagora fuggito da Crotone. In seguito alle vicende dei tempi (in particolare le guerre fra Crotone e Sibari), la città dei coloni achei si alleò spesso con la vicina Taranto seguendone le sorti per molto tempo.

Dopo essere stata coinvolta nelle guerre fra romani e cartaginesi, Metaponto entrò nell'orbita romana prima come città federata poi come municipio (I° secolo a.C.).


le c.d "tavole palatine"- foto amatoriale, alpav 2002


Successivamente alla caduta dell'Impero Romano, il luogo cadde in grave abbandono e fu occupato anche da islamici.

Le c.d. Tavole Palatine (foto in alto, poco distanti dagli scavi) erano probabilmente parte di un tempio dedicato ad Hera . Nel luogo già dai tempi dei precedenti Enotri c'era facilmente una particolare attenzione per gli uccelli migratori che frequentavano la zona. Gli imponenti ruderi hanno preso questo nome per una leggenda locale che erroneamente riferiva queste imponenti colonne a storie di paladini dell'epoca di Carlo Magno. Nelle immediate vicinanze di queste belle colonne sono state trovate le evidenze di decorazioni probabilmente complesse.
 


zona degli scavi - foto amatoriale, alpav 2002





altra visuale della zona archeologica di Metaponto, foto alpav 2002

Nel recinto degli scavi del centro urbano sono stati principalmente individuati : l'agorà, i resti di alcuni templi (santuari di Apollo Licio e di Zeus Aglaios) e di un teatro. Non è distante l'area archeologica della necropoli di Crucinia dove furono rinvenuti anche pregiati manufatti (gioielli, vasellame prodotto in loco ovvero nella Magnagrecia).


vecchia foto relativa all'anfiteatro di Metaponto

Metaponto, necropoli di Crucinia (illustrazioni)

vasi di Amycos a Milano

L'area archeologica di Metaponto è ubicata in provincia di Matera nel comune di Bernalda.  Nei pressi degli scavi è stato sistemato un moderno e spazioso museo archeologico che si integra con gli altri della zona. Le collezioni sono articolate in cinque sezioni principali e sono documentate anche le fasi più antiche. Molte delle ceramiche del periodo greco provengono dalla zona dell' Incoronata.




Sempre in Basilicata e sullo stesso versante della costa jonica sono ubicati i resti di due altri centri della Magnagrecia (Heraclea e Siris). Alla storia di Heraclea attengono le c.d. Tavole di Heraclea, trovate in un torrente nel 1732 ed ora conservate (vedi) al Museo di Napoli. Reperti interessanti sono a Polidoro presso il Museo nazionale della Siritide.



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