www.storia-riferimenti.org

mondo antico: i luoghi dell'archeologia

 

SARDEGNA DEL SUD

archeologia e storia

 

La presenza di popolazioni locali nell'isola mediterranea è molto antica. Fra le culture meno recenti quelle di "Bonnanaro" e di " Monte Claro". Fra il 9° ed 8° secolo si sviluppò la c.d. "civilta nuragica" . In Sardegna sono stati individuate circa 6500 nuraghe e queste costruzioni avevano la funzione di dimore fortificate. Non tutti i nuraghi sono ovviamente ben conservati. Il più celebre complesso nuragico è quello di Barumini (Su Nuraxi) che fu conquistato dai Cartaginesi nel secolo VI a.C. ma che fu abitato anche in epoca romana.

Poco successivi al massimo sviluppo della civiltà nuragica sono invece i primi insediamenti fenici sulle coste (un'iscrizione di Nora risalirebbe al 9° secolo a.C.). Con la spedizione di Malco iniziarono ad arrivare, intorno al 6°, anche i punici ( fenici di Cartagine). Non mancarono presenze etrusche. Nella famosa battaglia di Aliala infatti gli etruschi aiutarano fenici e punici ad allontanare dall'isola i Greci di Focea che poco prima avevano costituito una colonia ad Olbia.

I più importanti insediamenti fenici furono nel sud : Caralis (attuale Cagliari), Nora, Tharros e Bosa. Scavi degli anni 60 sul Monte Sirai hanno anche accertato che i punici (fenici di origine cartaginese) si erano poco addentrati oltre le coste edificando un imponente centro fortificato.

Dopo un periodo di scontri con le popolazioni "sarde" che erano rimaste nell'interno, diverse defezioni fra i mercenari cartaginesi (prima guerra punica)  consentirono ai Romani di insediarsi nell'isola. Per diverso tempo ci furono tuttavia diverse rivolte causate dagli indigeni sardi ed elementi cartaginesi (notevole fu la ribellione provocata dal latifondista Ampsicora). L'isola, provincia romana insieme alla Corsica, fu poi oggetto di contese fra diversi personaggi romani (Pompeo, Cesare, Ottaviano, Sesto Pompeo).

Con la dominazione romana la situazione si stabilizzò poi per molti secoli. Un fenomeno particolarmente sardo fu quello delle persistenze puniche. In particolare per diverso tempo restarono funzionanti le antiche magistrature. Similmente avvenne per alcuni culti precedenti alla dominazione romana: a Nora ad esempio fino al IV secolo d.C. avevano ancora seguito i riti relativi a Eshmun/Esculapio, altrove rimase qualche reminescenza per il Sardus Pater.

Tharros, panorama- foto alpav 2005

Tharros, foto alpav 2005

 


Nora, foto alpav 2005; altra veduta di Nora

 

Nora, panorama sul mare

 

Isola di S.Antioco (parziale: tophet fenicio)

Come è abbastanza noto in Sardegna  fu molto importante il megalitismo che più tardi assunse forme proprie (nuraghi).

Barumini (Su Nuraxi)

Più in dettaglio nel IV millennio a.C. comparvero nell'isola "sepolture collettive" scavate nella roccia. Dette tombe, battezzate dai sardi "domus de janas" (case delle fate), avevano strutture di diversi tipi.

Nel II millennio tali sepolture si trasformarono e si ingrandirono (infatti sono chiamate "tombe dei giganti). Vicino Cagliari tombe di questo tipo sono a  Quartucciu e  e a Siddi. Contestualmente a queste grandi tombe sorsero anche i nuraghi ( a torre- tholos- ovvero più raramente a corridoio). Nuraghi come quello di Barumini includevano piccoli villaggi ma avevano funzioni militari.

Oltre ai nuraghi c'erano anche i pozzi sacri. Per vedere il più importante di questi (Santa Cristina, Paulilatino, vicino Oristano) bisogna allontanarsi qualche chilometro dal sud della Sardegna. Nei pressi di Cagliari vanno citati invece quelli di Ballao (Funtana Coberta) e di Villaputzu (is Pirois).

°°°

La civiltà nurargica sviluppò anche una propria arte con livelli talora elevati intorno al IX secolo a.C.  In particolare gli antichi sardi si specializzarono nel produrre, con la tecnica della fusione a cera persa, interessanti statuette in bronzo. Alcune volte tali opere furono realizzate anche con un certo realismo espressivo.

Con le presenze puniche l'artigianato ebbe ulteriori sviluppi: per fare un esempio a Tharros sono stati trovati numerosi gioielli di buona fattura e molti scarabei in diaspro verde. E queste evoluzioni ebbero ovviamente effetto anche sulle manifatture locali.

In pieno periodo romano ebbe invece una certa importanza una bottega di mosaicisti di Nora che prese spunti sia dai modelli romani che da quelli africani (adottando dopo qualche tempo una vivace policromia). 

foto alpav 2005 dir.ris.

 

 

 

index