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mondo antico: i luoghi dell'archeologia
SARDEGNA DEL SUD archeologia e storia Poco successivi al massimo sviluppo della civiltà
nuragica sono invece i primi insediamenti fenici sulle coste (un'iscrizione
di Nora risalirebbe al 9° secolo a.C.). Con la spedizione di Malco
iniziarono ad arrivare, intorno al 6°, anche i punici ( fenici di Cartagine).
Non mancarono presenze etrusche. Nella famosa battaglia di Aliala infatti
gli etruschi aiutarano fenici e punici ad allontanare dall'isola i Greci di
Focea che poco prima avevano costituito una colonia ad Olbia. I più importanti insediamenti fenici furono nel sud :
Caralis (attuale Cagliari), Nora, Tharros e Bosa. Scavi degli anni 60 sul
Monte Sirai hanno anche accertato che i punici (fenici di origine
cartaginese) si erano poco addentrati oltre le coste edificando un imponente
centro fortificato. Dopo un periodo di scontri
con le popolazioni "sarde" che erano rimaste nell'interno, diverse defezioni
fra i mercenari cartaginesi (prima guerra punica) consentirono ai Romani di
insediarsi nell'isola. Per diverso tempo ci furono tuttavia diverse rivolte
causate dagli indigeni sardi ed elementi cartaginesi (notevole fu la
ribellione provocata dal latifondista Ampsicora). L'isola, provincia romana
insieme alla Corsica, fu poi oggetto di contese fra diversi personaggi
romani (Pompeo, Cesare, Ottaviano, Sesto Pompeo). Con la dominazione romana la situazione si stabilizzò
poi per molti secoli. Un fenomeno particolarmente sardo fu quello delle
persistenze puniche. In particolare per diverso tempo restarono funzionanti
le antiche magistrature. Similmente avvenne per alcuni culti precedenti alla
dominazione romana: a Nora ad esempio fino al IV secolo d.C. avevano
ancora seguito i riti relativi a Eshmun/Esculapio, altrove rimase qualche
reminescenza per il Sardus Pater.
Tharros, panorama- foto alpav 2005
Tharros, foto
alpav 2005
Nora, foto alpav
2005; altra veduta di Nora
Nora, panorama sul mare
Isola di S.Antioco (parziale: tophet fenicio)
Come è abbastanza noto in Sardegna fu molto importante il megalitismo
che più tardi assunse forme proprie (nuraghi).
Barumini (Su Nuraxi) Più in dettaglio nel IV millennio a.C. comparvero nell'isola "sepolture
collettive" scavate nella roccia. Dette tombe, battezzate dai sardi "domus de
janas" (case delle fate), avevano strutture di diversi tipi. Nel II millennio tali sepolture si trasformarono e si ingrandirono (infatti
sono chiamate "tombe dei giganti). Vicino Cagliari tombe di questo tipo sono a
Quartucciu e e a Siddi. Contestualmente a queste grandi tombe
sorsero anche i nuraghi ( a torre- tholos- ovvero più raramente a
corridoio). Nuraghi come quello di Barumini includevano piccoli villaggi ma
avevano funzioni militari. Oltre ai nuraghi c'erano anche i pozzi sacri. Per vedere il più importante di
questi (Santa Cristina, Paulilatino, vicino Oristano) bisogna allontanarsi
qualche chilometro dal sud della Sardegna. Nei pressi di Cagliari vanno citati
invece quelli di Ballao (Funtana Coberta) e di Villaputzu (is Pirois). °°° La civiltà nurargica sviluppò anche una propria arte con livelli talora
elevati intorno al IX secolo a.C. In particolare gli antichi sardi si
specializzarono nel produrre, con la tecnica della fusione a cera persa,
interessanti statuette in bronzo. Alcune volte tali opere furono realizzate
anche con un certo realismo espressivo. Con le presenze puniche l'artigianato ebbe ulteriori sviluppi: per fare un
esempio a Tharros sono stati trovati numerosi gioielli di buona fattura e
molti scarabei in diaspro verde. E queste evoluzioni ebbero ovviamente effetto
anche sulle manifatture locali. In pieno periodo romano ebbe invece una certa importanza una bottega di
mosaicisti di Nora che prese spunti sia dai modelli romani che da quelli
africani (adottando dopo qualche tempo una vivace policromia). foto alpav 2005 dir.ris. |