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IL VALLO DI ADRIANO e la Britannia Romana
Gli antichi romani si interessarono della Britannia già all'epoca di Cesare prima con una spedizione praticamente esplorativa poi con un seconda impresa (54 a.C.) che non arrecò grandi conquiste ma alcune sottomissioni. E similmente furono condotte limitate iniziative ai tempi di Augusto, Caligola ecc.. Più incisive furono le successive spedizioni dell'imperatore Claudio contro le numerose tribù locali (importanti furono le battaglie presso i fiumi Medway e Tamigi). Durante il primo periodo di occupazione fu comunque rilevante la rivolta guidata da Buddica, regina degli Iceni (61 d.C.). Le conquiste furono poi continuate più a nord- negli anni 78-83- da Gneo Giulio Agricola governatore della Britannia ai tempi dell'imperatore Domiziano ma quest'ultimo fu comunque geloso delle notevoli conquiste del suo condottiero ed alcuni progetti non ebbero seguito. La situazione dei confini, dopo le imprese di Agricola, rimase poi precaria per molto tempo e pertanto, a parte altre operazioni militari, nella seconda metà del II secolo l'imperatore Adriano s'impegnò nella costruzione delle celebri fortificazioni in pietra (117 km.) fra la Britannia e la Caledonia (Scozia). Una quindicina d'anni dopo, all'epoca di Antonino Pio, le fortificazioni principali furono poi implementate - poco a nord- da un terrapieno di circa 60 km detto "Vallo Antoninino ".
(fra l'Inghilterra e la Scozia); foto © gonzobrum -dreamstime
la fortificazione fu costruita nella prima metà del II secolo e vi stazionavano circa 500 cavalieri di origine dalmata
in questa zona erano ubicati alcuni forti romani come quelli di Vercovicium, Vindolanda ecc.
foto © Bjarne Henning Kvaale-dreamstime la zona è prossima a Milecastle (Castle Nick, Steel Rigg) Le città - spesso solo villae rusticae ovvero castra- della Britannia romana erano diverse e talora furono ubicate dove erano i villaggi delle tribù locali; ne segnaliamo alcune: il centro termale di Aquae Sulis (Bath), Venta Silurum (Caerwent), Durovernum (Canterbury), Londinium (Londra), Venta Icenorum (Norwich), Mamucium (Manchester), Venta Belgarum (Winchester), Verulamium (Saint Albans), Camulodunum (Colchester), Eboracum (York) e via continuando. Proprio ad Eboracum morirono due imperatori: nel 211 Settimio Severo mentre era impegnato contro i Meati ed i Caledoni e nel 306 Costanzo Cloro mentre combatteva i Pitti e gli Scoti.
A Dover, all'epoca Portus Dubris, a Lympne (Portus Lemanis ) e nei pressi di Sandwich (Richborough, Rutupiae) c'erano invece le basi della flotta locale (Classis Britannica). A Dover a documentare la presenza romana sono ancora in loco: alcune evidenze del porto e del forte, parte dell'antico faro nei pressi della chiesa di St Mary's ed infine i resti di una casa dipinta. Alcuni resti di Rutupiae, invece, sono fra i beni gestiti da English Eritage. Fra i ritrovamenti importanti, fra gli altri, vanno invece segnalati quelli del 1942 e del 1992 avvenuti nella contea di Suffolk . Il primo, formato da piatti e stoviglie in argento, è il c.d. tesoro di Mildenhall, il secondo è quello di Hoxne (quasi 15.000 pezzi fra monete ed altri oggetti). Entrambi i tesori sono ora custoditi al British Museum.
La Britannia romana era amministrativamente articolata in alcuni dipartimenti ed il capoluogo principale della provincia fu prima a Camulodunum e, dopo la citata rivolta della regina Buddica, a Londinium. Gli insediamenti militari furono diversi ma mutevoli nel tempo. Oltre a contingenti di ausiliari e di addetti ai confini, vi erano ovviamente delle legioni. Ad esempio, ad una certa epoca, erano stanziate la II Augusta nella Britannia Superiore e quindi la XX Valeria Victrix e la VI Victrix nella Britannia Inferiore. Il Cristianesimo arrivò sicuramente nella Britannia romana ma non si hanno dati precisi. Si sa comunque che qualche vescovo dell'isola partecipò a dei concili del tempo e qualche martire è riferito dagli scritti- del 540 circa- di un certo Gilda. In genere l'archeologia ha dato pochissimi elementi sui luoghi di culto. Un caso potrebbe essere quello dei resti di un edificio nell'antica Calleva Atrebatum (ora Silchester). Ancora più modeste sono le notizie sull'arrivo del Cristianesimo, oltre il Vallo di Adriano, nei regni autonomi della Caledonia (Scozia). Si hanno comunque notizie di San Ninian- attivo a Whithorn alla fine del IV- e sono state trovate poche lapidi che fanno riferimento ad antichi vescovi. La presenza romana nella Britannia entrò comunque in grave difficoltà fra la fine del IV ed il V secolo, non tanto per gli attacchi dal nord e dalla Caledonia, ma per le progressive invasioni via mare di Sassoni, Angli ed Iuti.
Nel 383 l'usurpatore Magnus Maximus ritirò parecchie truppe per altre esigenze. Esaurita- anche dopo altri episodi di usurpatori quali Costantino III - la presenza organica dell'Impero Romano, il peso della resistenza rimase finchè possibile in mano alla locale popolazione romanizzata. Si tratta del periodo denominato "Sub-Roman Britain ". Va comunque segnalato che alcuni personaggi di discendenza romana sono talora ricordati -anche dallo scrittore medievale Goffredo di Monmouth- fra i sovrani della "leggenda britannica ". E fra questi ci sarebbe, oltre a qualcuno dei personaggi già citati, il quasi leggendario Ambrosio Aureliano, protagonista della battaglia del Monte Badon (Mons Badicunus) che -a quanto appare- assicurò un periodo di relativa tranquillità alla comunità indigena e romanizzata. Parte di questa si trasferì, oltre il mare, in Armorica ovvero in quella parte di Francia ora denominata Bretagna (Britannia minor). Uno degli episodi finali delle popolazioni rimaste sull'isola fu comunque la battaglia di Deorham nel 577.
Circa la storicità di varie vicende, incluse quelle di Re Artù (probabilmente romano-britannico),
rinviamo però ad altre letture.
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