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mondo antico: i luoghi dell'archeologia

 

MAROCCO ROMANO :  VOLUBILIS & MAURETANIA TINGITANA

inserto speciale in tre pagine




Volubilis -Mauretania Tingitana.foto Patrizio 2004


L'antica Mauretania di epoca romana era divisa in due province anche per via del fiume Mulucha (Oued Mouloya) : Mauretania Caesariensis e Mauretania Tingitana. Quest'ultima regione prendeva il suo nome dalla città di Tingis, attuale Tangeri . All'epoca di Diocleziano in questa zona dell'Africa fu poi creata (ad est) anche la Mauretania Sitifensis.

Le città in queste province non erano molto numerose. I centri abitati erano prevalentemente sulla costa e talora erano di origine punica. Altresì erano situate in Mauretania anche alcune colonie di veterani . Data la situazione locale,  le città romanizzate avevano di sovente problemi con le popolazioni e le tribù delle vallate. In più occasioni furono quindi costruiti castelli e fattorie fortificate (ad esempio a Nador). Le fortificazioni delle ville rurali, secondo canoni diffusi in Nord Africa, non erano completamente chiuse da mura e quindi tendevano principalmente ad intimorire gli estranei.


veduta panoramica del sito archeologico di Volubilis, foto Luciano B. 2009

I romani comunque, valutate le difficoltà di romanizzare molte delle popolazioni locali (esempio: Baquati, Maceniti ecc), scelsero un sistema di coabitazione lasciando diverse autonomie che, fra l'altro, causarono anche lo sviluppo di un'aristocrazia locale talora inquadrata nelle locali forze di cavalleria.

Data la situazione geografica la Mauretania Tingitana, più che con la Mauretania Caesariensis, aveva frequenti rapporti con la provincia romana della Betica, a sud della penisola iberica. Per mantenere i collegamenti fra le due province africane invece era spesso necessario venire a patti con le tribù locali. Relativamente a questi accordi fra funzionari romani e Baquati sono state trovate undici are della pace od iscrizioni simili (databili fra il 170 ed il 280 d.C) che documentano numerosi "colloquia " (accordi). Una di queste, ritrovata a Volubilis, testimonia ad esempio un accordo fra il governatore romano Clemente Valerio Marcellino ed il capo tribale Iulius Nuffuzi. A quanto risulta questi trattati non erano comunque molto duraturi.

Una delle più importanti penetrazioni romane in questa zona d'Africa fu l'annessione della città di Volubilis che in precedenza aveva beneficiato anche dell'interesse di Giuba II re romanizzato di Mauretania e Numidia. La città nel 44 d.C. ebbe dall'imperatore Claudio il riconoscimento della cittadinanza. Poco prima il centro abitato aveva una buona estensione.  Successivamente, nel periodo dell'imperatore Marco Aurelio, furono costruite diverse porte monumentali. Durante il brevissimo impero di Macrino fu costruito anche il Capitolium dedicato a Giove, Giunone e Minerva. Nel 285 diverse competenze amministrative che prima erano ubicate a Volubilis furono spostate a Tingis che così divenne capoluogo della provincia. Il ruolo di Volubilis non migliorò neanche dopo le imprese di Massimiano (co-imperatore a fianco di Diocleziano) che, dopo aver attraversato la penisola iberica, sbarcò nella Mauritania Tingitana per contrastare, in un'ampia operazione, i ribelli mauri e baquati delle province africane.


Marocco, mosaico in una domus di Volubilis -foto Patrizio 2004 dir.ris.

Fra le testimonianze archeologiche di Volubilis sono da segnalare : foro con portici, arco onorario dell'epoca di Caracalla, il Capitolium, le terme e numerosi edifici privati (case delle Colonne, di Orfeo ecc.) spesso con ricchi mosaici. La città fu abitata da romanizzati anche in epoca tarda (probabilmente fino al VI secolo) nonostante l'assenza di militari romani già dal III secolo. Durante gli scavi sono stati ritrovati diversi bronzi fra i quali un efebo coronato, ma a Rabat ci sono alcune statue. Dal 1997 Volubilis è nello speciale elenco dell'Unesco.



Volubilis-panorama dei resti archeologici-foto Massimiliano 2004, dir. ris.




Volubilis- panorama dei resti archeologici -foto Massimiliano 2004 dir.ris.


Volubilis-mosaici © Benjamin Cabassot-fotolia


Mauretania Tingitana (attuale Marocco): città importanti della provincia romana furono la citata Tingis (attuale Tangeri, dove erano stati presenti anche greci e fenici), Lixus (inizialmente centro fenicio, nei pressi dell'attuale Larache) e Sala Colonia (ruderi successivamente inglobati nella necropoli di Chellah, non lontano da Rabat) . Altri centri furono: Colonia Iulia Valentia Banasa, Cotta, Septem (Ceuta) ed altri ancora. Fra quanto è stato scavato è interessante anche una fattoria romana a Nador non distante dall'enclave spagnola di Melilla. Recenti scavi di studiosi italiani hanno approfondito il contesto complessivo della località di Thamusida dove i romani avevamo sistemato un accampamento.


rovine di Lixus, foto di Rucativava (flickr -CC lic.)


ruderi di Sala Colonia (Chellah), foto L. Mahin-wikimedia


ruderi nella necropoli di Chellah, foto © Abdelhamid Essadel -fotolia

In una fase tarda i romani decisero praticamente di conservare le sole zone costiere che erano importanti anche per alcune produzioni agricole e le conserve di pesce (incluso il garum). In un certo periodo per la cattura e la conservazione del pesce si verificarono anche episodi di concorrenza al noto porto di Gades (ora Cadice, nella penisola iberica). Nello stretto di Gibilterra si dava la caccia ai tonni e pertanto erano facilmente coinvolte entrambe le sponde. Per l'economia locale per un pò di tempo fu importante anche il commercio di schiavi a danno di popolazioni locali che spesso si vendicavano con scorrerie ecc.

Nel 429 d.C. la provincia fu invasa dai Vandali di Genserico. Le navi per la traversata furono fornite da iberici che erano ben contenti di alleviare le presenze barbare nelle loro regioni e dopo lo sbarco i Vandali furono poi agevolati da alcune tribù locali sempre ostili ai romani, dai "pasticci" di Bonifacio (collaboratore di Galla Placidia) e dal collaborazionismo dei "donatisti" che all'epoca erano perseguitati come scismatici dalla Chiesa.

La successiva riconquista bizantina fu limitata alla parte orientale della Mauretania  e fu comunque poco duratura. In base ad accordi del 442 ai Vandali di Genserico furono infatti assegnate la Mauretania Tingitana ed altre terre. Tuttavia le popolazioni locali per un pò di tempo contrastarono i vandali e si crearono anche degli ambiti autonomi. La cristianità ebbe vicende alterne. In Africa Occidentale i bizantini di Belisario riuscirono a rioccupare nel 534 e per un pò di tempo solo Septem (Ceuta). La cittadella passò poi ai Visigoti per essere poi occupata, come tutta l'area, dagli islamici.

Nella foto (cortesia Gbn, Nicolella): moneta emessa da Macrino imperatore romano (217-218) per poco più di un anno. Macrino, intorno al 164, era nato nell'altra parte della provincia (quella c.d Caesariensis). Probabilmente la sua famiglia era originaria della zona. Fino al 40 d.C.  l'intera regione era governata dal regno locale di Mauretania. La divisione amministrativa in due parti (Mauretania Tingitana e Mauretania Caesariensis) fu successivamente decisa dall'imperatore Claudio. Per la gestione delle province "imperiali" furono delegati appositi "procurator augusti ".


 


parte seconda (altre foto)

parte terza (i mosaici)


il capitolium, ingrandibile
foto
© Luciano B. 2009


bel panorama di Volubilis
foto ingrandibile
© Luciano B. 2009

Volubilis, sito ufficiale

 

 

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