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MAROCCO ROMANO : VOLUBILIS & MAURETANIA TINGITANA inserto speciale
L'antica Mauretania di epoca romana era divisa in due province anche per
via del fiume Mulucha (Oued Mouloya) : Mauretania Caesariensis e
Mauretania Tingitana. Quest'ultima regione prendeva il suo nome dalla città di Tingis,
attuale Tangeri . All'epoca di Diocleziano in questa zona dell'Africa fu
poi
creata (ad est) anche la Mauretania Sitifensis.
Le città in queste province non erano molto numerose. I centri abitati erano prevalentemente sulla costa e talora erano di origine punica. Altresì erano situate in Mauretania anche alcune colonie di veterani . Data la situazione locale, le città romanizzate avevano di sovente problemi con le popolazioni e le tribù delle vallate. In più occasioni furono quindi costruiti castelli e fattorie fortificate (ad esempio a Nador). Le fortificazioni delle ville rurali, secondo canoni diffusi in Nord Africa, non erano completamente chiuse da mura e quindi tendevano principalmente ad intimorire gli estranei.
I romani comunque, valutate le difficoltà di romanizzare molte delle popolazioni locali (esempio: Baquati, Maceniti ecc), scelsero un sistema di coabitazione lasciando diverse autonomie che, fra l'altro, causarono anche lo sviluppo di un'aristocrazia locale talora inquadrata nelle locali forze di cavalleria. Data la situazione geografica la Mauretania Tingitana, più che con la Mauretania Caesariensis, aveva frequenti rapporti con la provincia romana della Betica, a sud della penisola iberica. Per mantenere i collegamenti fra le due province africane invece era spesso necessario venire a patti con le tribù locali. Relativamente a questi accordi fra funzionari romani e Baquati sono state trovate undici are della pace od iscrizioni simili (databili fra il 170 ed il 280 d.C) che documentano numerosi "colloquia " (accordi). Una di queste, ritrovata a Volubilis, testimonia ad esempio un accordo fra il governatore romano Clemente Valerio Marcellino ed il capo tribale Iulius Nuffuzi (vedasi). A quanto risulta questi trattati non erano comunque molto duraturi. Una delle più importanti penetrazioni romane in questa zona d'Africa fu l'annessione della città di Volubilis che in precedenza aveva beneficiato anche dell'interesse di Giuba II re romanizzato di Mauretania e Numidia. La città nel 44 d.C. ebbe dall'imperatore Claudio il riconoscimento della cittadinanza. Poco prima il centro abitato aveva una buona estensione. Successivamente, nel periodo dell'imperatore Marco Aurelio, furono costruite diverse porte monumentali. Durante il brevissimo impero di Macrino fu costruito anche il Capitolium dedicato a Giove, Giunone e Minerva. Nel 285 diverse competenze amministrative che prima erano ubicate a Volubilis furono spostate a Tingis che così divenne capoluogo della provincia. Il ruolo di Volubilis non migliorò neanche dopo le imprese di Massimiano (co-imperatore a fianco di Diocleziano) che, dopo aver attraversato la penisola iberica, sbarcò nella Mauritania Tingitana per contrastare, in un'ampia operazione, i ribelli mauri e baquati delle province africane.
Marocco, mosaico in una domus di Volubilis -foto Patrizio 2004 dir.ris. Fra le testimonianze archeologiche di Volubilis sono da segnalare : foro con portici, arco onorario dell'epoca di Caracalla, il Capitolium, le terme e numerosi edifici privati (case delle Colonne, di Orfeo ecc.) spesso con ricchi mosaici. La città fu abitata da romanizzati anche in epoca tarda (probabilmente fino al VI secolo) nonostante l'assenza di militari romani già dal III secolo. Durante gli scavi sono stati ritrovati diversi bronzi fra i quali un efebo coronato. Dal 1997 Volubilis è nello speciale elenco dell'Unesco.
Volubilis-panorama dei resti archeologici-foto Massimiliano 2004, dir. ris.
Volubilis- panorama dei resti archeologici -foto Massimiliano 2004 dir.ris.
Volubilis-mosaici © Benjamin Cabassot-fotolia
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