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mondo antico: i luoghi dell'archeologia

 




guerriero piceno Capestrano

In epoca pre-romana il versante adriatico dell'Italia era abitato da Veneti, da Etruschi (esempio a Spina alla foce del Po), talora da popolazioni di origine gallica (Lingones, Senoni ecc.) , dai Piceni e più a sud dalle popolazioni dell'Apulia.  In alcune zone costiere ovviamente erano arrivati anche coloni greci. Per il periodo più tardo non mancano interessanti ipotesi come ad esempio quelle suggerite dai reperti di Novilara nelle immediate vicinanze di Pesaro. Importante comunque fu il ruolo della città di Adria che poi diede il nome al mare prospiciente.

In epoca augustea erano ovviamente cambiate un pò di cose e le regioni romane che si affacciavano sul mare adriatico erano : la Regio X (Venetia et Histria), la Regio VIII (Aemilia),  la Regio VI che includeva anche il c.d. Ager Gallicus nella zona dell'attuale Senigallia, la Regio V (Picenum), la Regio IV (Samnium ) ed infine la Regio II ( Apulia). Alla stessa epoca le città direttamente sull'Adriatico, a parte le diverse fortune commerciali, erano principalmente: Tergeste (attuale Trieste), Ravenna (con il porto poi interrato di Classe), Ariminum (Rimini), Pisaurum (Pesaro), Fanum Fortunae (Fano),  Sena Gallica (Senigallia), Ancona, Ortona ( Epineion dei Frentani ), Sipontum (ora frazione di Manfredonia), Barium (Bari) ecc.. Con l'importante successivo sviluppo di Aquileia ebbe importanza sempre maggiore anche l'antico castrum dell'isoletta di Grado (ora in provincia di Gorizia). Di città come Aternum (attuale Pescara) non si sa molto ma in compenso a poca distanza c'è un bel museo archeologico come quello di Chieti dove è fra l'altro conservato il famoso guerriero di Capestrano.

Ravenna e Classe, come è noto, ebbero grande importanza nel periodo bizantino. Tuttavia alla stessa epoca le città di Rimini, Pesaro, Ancona, Senigallia e Fano, in quanto anche sedi episcopali, formarono la Pentapoli Marittima. Più tardi ebbe il noto ruolo anche la potenza veneziana ma, come si usa dire, questa è un'altra storia.

Ancona, arco Traiano, foto F.Fava per cortesia dir.ris.

Questo grande passato ha lasciato ovviamente le sue interessanti tracce che ai tempi odierni sono facilmente apprezzabili dai tanti turisti che si recano sulla costiera adriatica.

Le località di Ancona e del Conero erano frequentate fin dai tempi più remoti ed alla fondazione di alcuni centri (inclusa Ancona) parteciparono gruppi di greci attratti facilmente dai porti naturali delle coste. Le popolazioni più numerose erano ovviamente quelle dei piceni. Per quanto riguarda Ancona le principali tappe "archeologiche" (a parte il famoso Arco di Traiano) sono principalmente sul colle Guasco (resti dell'anfiteatro romano ecc.) e sul colle Cumero dove la Cattedrale di San Ciriaco fu costruita sui rederi di un tempio pagano. Resti di costruzioni di epoca imperiale sono state poi trovate in via Carducci ed in Piazza Stamina. Molto ben curato e ricco è infine il Museo Archeologico Nazionale. Le zone intorno a Sirolo e Numana erano abitate da Piceni ed infatti vi sono state trovate diverse tombe (rilevante la necropoli di Sirolo, località  "i Pini" ). In un museo statale di Numana è possibile vedere molti dei reperti delle antiche popolazioni del Conero.

Pure la zona di Rimini fu abitata da tempi remoti e fu frequentata da greci, da celti e da popoli italici. A Verucchio nelle immediate vicinanze della nota città è stata scoperta una grossa necropoli che testimonia la presenza di villanoviani, piceni ecc..Tutte queste popolazioni in tempi successivi si trasferirono, per fruire di migliori condizioni, in prossimità della colonia romana di Ariminum o si integrarono nel tessuto urbano.

Con i Romani ed i diversi imperatori che vi avevano interesse, Rimini ebbe grande sviluppo e molte testimonianze di quel periodo sono facilmente visibili ovvero vanno cercate nei luoghi dove poi sorse la città dei Malatesta.

In varie occasioni sono stati trovati i resti di importanti dimore di ogni epoca romana . In particolare sono molto belli i mosaici rinvenuti in Palazzo Gioia ed ora conservati presso il locale Museo della Città. Idem si può dire per le scoperte (1975) di palazzo Diotallevi. Da quanto emerge in periodo tardo gli antichi abitanti della Rimini romana erano spesso interessati all'arte egiziana ed allo stile nilotico.

arco di Augusto, foto alpav 2008

resti dell' anfiteatro- Archivio Fotografico Assessorato Turismo Comune di Rimini

ponte di Tiberio, Archivio Fotografico Assessorato Turismo Comune di Rimini

Di recente a Rimini è pure visitabile il complesso (circa 700 mq ) della Domus del Chirurgo scoperto casualmente nel 1989 nei giardini di piazza Ferrari. L'edificazione della domus più antica risalirebbe al 2° secolo d.C. e quello che è venuto fuori  arricchisce moltissimo il patrimonio culturale. Durante gli scavi a piazza Ferrari sono state poi rinvenute parti di interessanti edifici successivi.

Rimini, uno dei mosaici di piazza Ferrari -  cortesia www.domusdelchirurgorimini.com/

Da quanto è stato possibile ricostruire l'antico proprietario della domus più antica sarebbe stato il medico Eutyches forse di origine greca. Oltre ai numerosi mosaici policromi sono stati trovati infatti numerosi (circa 150) attrezzi da chirurgo e l'iscrizione: Eutyches homo bonus.  Nelle attigue sale del Museo della Città di Rimini per dare un'idea ai visitatori è stato ricostruito l'antico laboratorio medico. Infine anche a Ravenna da qualche tempo sono visibili dei bei mosaici (secoli V-VI) nella c.d. "domus dei tappeti di pietra".


ponte romano di Ascoli Piceno, non molto distante da S.Benedetto del Tronto. Foto alpav 2013. Il ponte di epoca augustea, era di primaria importanza





l'arco augusteo di Fano, anticamente Fanum Fortunae -foto Nicola Romano, wikipedia


 

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